Il Tirreno

Versilia

il caso 

Boom di cause dei pietrasantini contro il proprio Comune

Luca Basile

Cinquecento procedimenti promossi, ma l’amministrazione vince quasi sempre E gli avvocati ci guadagnano in premi: in uscita un milione e 600mila euro

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Luca Basile

pietrasanta. In terra di Pietrasanta il litigio sembra essere una filosofia di vita: lo confermano, ad esempio, i toni aspri, fuori luogo e esageratamente irati fra consiglieri comunali e sindaco durante la seduta di venerdì scorso, ma anche e soprattutto il numero di cause legali che lo stesso Comune è chiamato a sostenere per tutelarsi dall’azione in sede di tribunale da parte di cittadini e imprese. E proprio a margine delle circa 500 cause, con esito favorevole, dell’ultimo decennio va letto l’accantonamento-record pari a 1 milione e 600 mila euro, che l’amministrazione Giovannetti è stata chiamata a fare per cautelarsi nel pagamento dei propri avvocati. Ma facciamo un passo indietro: sempre nell’ultima decade gli avvocati comunali - Marco Orzalesi e Massimo Dalle Luche, quest’ultimo oggi non più operativo a Pietrasanta - hanno difeso l’ente citato in giudizio. Per ogni causa vinta dal Comune, con spese legali a carico del soccombente, gli avvocati di palazzo hanno diritto ad essere pagati. Bene, anzi male, perché sempre negli ultimi 10 anni queste notule se non in minima parte, non sono state liquidate. E così, alla fine gli arretrati si sono accumulati con i legali del Comune che hanno così fatto causa... ai propri datori di lavoro vedendo alla fine riconosciuta la legittimità della richiesta.

«Per questo motivo abbiamo deciso di accantonare 1 milione e 600 mila euro nel fondo rischi legali: questo non significa - spiega l’assessore al bilancio Stefano Filiè - che liquideremo una somma del genere, visto che l’importo sarà comunque meno oneroso. Quanto oneroso? Ci sono approfondimenti in corso. Ringrazio il segretario comunale Alessandro Paolini - che ha monitorato ad oggi 280 sentenze favorevoli all’ente e che dovrà esaminarne ancora oltre 200, ndr - per avere chiarito, questa vicenda da ogni punto di vista. Se oggi l’amministrazione comunale si ritrova a dovere pagare anni di arretrati di qualcuno la responsabilità sarà. Non credo proprio sia nostra. C’è una data dove tutto ebbe inizio: è il 2010. Per un lungo periodo c’è stato il brutto vizio di non voler pagare le cause vinte dei legali interni e per farlo si sono cambiati anche regolamenti salvo poi scontrarsi con il diritto». Fin qui Filiè, con Ettore Neri, Pd, che durante l’ultima seduta consiliare aveva sollevato per primo la questione dell’accantonamento chiedendo come era stato possibile arrivare ad una cifra del genere. Come noto negli ultimi 11 anni, 6 sono stati ad amministrazione centrodestra e 5 targati centrosinistra con il sindaco Alberto Giovannetti che ha così parlato di «responsabilità trasversali», sottolineando però di essere stato l’unico amministratore ad essersi assunto sempre «la responsabilità di avviare la procedura per liquidare gli avvocati». Seduta consiliare che, come detto, ha lasciato in scia veleni e tristezze dialettiche durante la discussione per l’approvazione della variazione di bilancio di 410 mila euro «che prevedeva anche una quota di 100 mila euro per l’emergenza Covid. Posso comprendere tutto - ha sottolineato Filiè - ma non un voto contrario dalle minoranze su risorse per fronteggiare l’emergenza». —

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