Sicurezza
Bimbi in quarantena ma il Comune chiede ugualmente i soldi
Richieste di pagamento per mense e giocheria non usufruiti Conti (Pd): «Ci sono bollettini arrivati persino alle maestre»
Luca Basile
pietrasanta. Parlare di caos intorno all’invio dei bollettini scolastici, a domicilio delle famiglie, probabilmente è eccessivo.
Sta di fatto, però, che la questione fa discutere con le chat dei genitori che hanno visto rapidamente, e di conseguenza, impennare la vivacità del confronto.
A cosa ci riferiamo? Alle segnalazioni, con annesse proteste, arrivate negli ultimi giorni da parte di alcuni genitori; nel mirino le richiesta di pagamento dal Comune di rette, alla voce mense e scuolabus, per periodi in cui a scuola, causa quarantena, i rispettivi figli non ci sarebbe stati.
Segnalazioni ovviamente da verificare con assessorato, uffici e gli stessi genitori che saranno chiamati a confrontarsi su una questione che sta, come detto, facendo discutere. E che va chiarita.
«Anche a noi sono pervenute molte segnalazioni da parte di genitori preoccupati per avere ricevuto rette da pagare per giorni in cui, a quanto pare, i figli erano addirittura a casa in quarantena o in malattia. Oppure di aver ricevuto telefonate degli uffici che preannunciavano l’invio per errore del bollettino per la giocheria Eureka, importante servizio che questa amministrazione ha deciso di eliminare. E che quest’anno mai ha aperto. Addirittura alcuni bollettini sono arrivati per errore, poi annullati, ad alcune maestre», fa sapere Nicola Conti, consigliere comunale del Pd.
Ancora Nicola Conti del Partito democratico: «Premesso ciò, visto il silenzio della giunta municipale nel comunicare alle famiglie, consigliamo all’arrivo delle rette di fare, per quanto possibile dopo così tanti mesi dall’avere usufruito del servizio, un controllo stretto sull’importo da pagare, confrontandosi con altri genitori o controllando certificati medici e permessi sui diari dei figli. Insomma, è necessario ripercorrere l’arco temporale di cui è richiesto il pagamento in modo da evitare di pagare più del dovuto. Altre soluzioni, vista la situazione, in questo momento non ne vediamo».
Con lo stesso Conti che entra poi nel merito di un’altra problematica già oggetto di un vivace dibattito le scorse settimane. E che continua a far discutere le famiglie.
«Sempre in questi giorni stanno arrivando, un po’ alla spicciolata, anche le rette scolastiche (mi riferisco a centri estivi, mense, scuolabus, nido) scadute e ormai in forte ritardo da pagare entro i tempi previsti nella stessa lettera inviata insieme ai bollettini. Impossibile negare il fermento tra le famiglie che si ritrovano a dovere pagare, per quanto comunque dovuto, importi considerevoli – evidenzia Nicola Conti – che si sono sommati in questo lungo periodo». —
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