Sicurezza
A Massarosa, a due passi dal lago, gli alpaca scorrazzano liberi
Due giovani hanno avviato un allevamento con 16 animali da pelliccia. Ma spiegano: «Non facciamo ancora visite, prendiamo la loro lana pregiata»
MASSAROSA. C’è un posto a Massarosa dove sembra di fare un salto nell’America del sud. Qui pascolano allegramente gli alpaca, belle e anche curiose creature che suscitano in chi le guarda un moto di simpatia. Questo posto è l’allevamento di alpaca “Alpaca del Fatonero” in Via delle Sirti, nato nell’ottobre 2017 grazie alla passione e alla dedizione della coppia formata da Paolo Del Chiaro e Elena Filippi.
«Com’è iniziato tutto è davvero strano: è stato grazie al mio lavoro in elisoccorso durante un intervento a Grosseto per assistere una signora che possedeva un allevamento di alpaca – racconta Paolo – per me quel giorno fu la prima volta che vidi un alpaca dal vivo e ne rimasi immediatamente affascinato, per fortuna l’intervento di elisoccorso non era grave e ciò mi permise di guardarmi intorno e bastò davvero poco per farmi venire in mente di aprire un allevamento con questi animali, io e mia moglie era da tempo infatti che volevamo avviare un progetto creativo lontano dagli ambiti concorrenziali e pensai che questa era l’idea perfetta».
Prima di concretizzare questo progetto Paolo e Elena si sono ben documentati per capire cosa fosse necessario a garantire la creazione di qualcosa di così originale e al tempo stesso impegnativo come un allevamento di alpaca.
«Entrambi proveniamo da famiglie che ci hanno sempre messo a stretto contatto con la natura, ma nonostante questo e nonostante le nostre documentazioni e ricerche lo definirei comunque un salto nel vuoto dato che questo tipo di attività porta con sé numerose responsabilità: dall’ambiente che ospita gli animali fino alla salute di ciascun esemplare – spiega Elena – spesso infatti dobbiamo improvvisarci anche veterinari dato che nella zona ci sono pochi specialisti per gli alpaca, da questo punto di vista ci è sicuramente di enorme aiuto la società italiana Alpaca alla quale siamo iscritti, una grande comunità dove è possibile trovare informazioni e suggerimenti».
Il progetto di Paolo e Elena è iniziato dalla ricerca di un giusto terreno, dal momento che è necessario un ettaro ogni 10-12 animali, un’area che è determinata e quindi un limite che non poteva essere derogato, fino all’acquisto dei primi esemplari.
«Siamo partiti dall’acquisto di tre alpaca direttamente dal Regno Unito e oggi siamo arrivati a 16 di nostra proprietà e due invece della fondazione Scibetta, alla quale appartiene il terreno. Il nostro spazio è circa due ettari, ciò significa che potremmo al massimo ospitare 30 o 35 alpaca», spiega Del Chiaro parlando del suo allevamento che è a tutti gli effetti diventata un’attrazione per le persone che vanno a Massarosa.
L’alpaca fa parte della famiglia dei camelidi ed è originario del Sudamerica, anche se oggi viene allevato in tutto il mondo e hanno un profilo caratteriali ben delineato.
«Li potrei definire degli animali un po’ schivi, questo perché in natura sono da sempre delle prede perciò spesso non amano farsi avvicinare. Questo però non è detto a prescindere perché in realtà tutto dipende però dall’addestramento che hanno ricevuto. Sono animali anche molto curiosi infatti spesso quando siamo impegnati nelle nostre attività vengono a “controllarci” », ha aggiunto Paolo.
Nel mondo ci sono numerosi allevamenti di alpaca, differentemente da altri allevamenti lo scopo principale della loro produzione è soprattutto per utilizzarne la lana, utilizzata molto nel Sud America per produrre abbigliamento e da tempo entrata anche nella produzione tessile del Vecchio Continente.
«La lana di alpaca è molto simile al cashmere per la consistenza e la sua durata nel tempo, è una fibra anallergica, asciutta e setosa perché priva di lanolina (detta anche grasso di lana, è una miscela di lipidi derivata dalla secrezione dalle ghiandole sebacee, il sebo, della pecora che si accumula sul vello lanoso come protettivo ed emolliente, ndr), oltre ad avete un impatto ambientale poco invasivo, quindi essendo ecocompatibile, queste caratteristiche la rendono uno dei filati naturali più pregiati – spiega Elena – sono un prodotto ottimo, esistono ben 22 colori con variazioni che vengono mantenuti così come sono, le uniche fibre che possono essere colorate sono quelle bianche ma anche in questo caso la colorazione avviene in modo naturale per evitare che perda la sua preziosità. Per quanto riguarda la filatura e la lavorazione noi ci siamo rivolti ad una azienda di Vicenza che è disposta a lavorare piccole quantità di lana per produrre lavori più grandi, per quanto riguarda invece capi più piccoli siamo noi ad occuparcene, mantenendo così quella parte artigianale alla quale teniamo molto».
L’allevamento Alpaca del Fatonero, per il momento, non effettua visite guidate ma i suoi proprietari hanno affermato che è tra i loro progetti per fare informazione su questi esemplari tanto desiderati dalle persone, ma poco conosciuti: «Ci piacerebbe poter organizzare delle visite, prima dobbiamo però attrezzarci bene, è tra i nostri desideri perché teniamo a far conoscere gli alpaca e a far capire quanto non sia semplice possederne è uno perché sono animali sì domestici ma che devono vivere in determinate condizioni – afferma Elena – per natura infatti devono vivere in gregge in un ambiente spazioso che permetta loro la totale serenità, sono animali che devono stare con i loro simili per darsi sostegno e per far sì che ciascuno di loro abbia il proprio ruolo». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
