Il Tirreno

Versilia

sociale 

Emergenza abitativa, bocciata la richiesta di revisione delle quote

Donatella Francesconi
Emergenza abitativa, bocciata la richiesta di revisione delle quote

Il consigliere Troiso (“Civicamente”): «Per chi non ha niente anche 30 euro al mese è troppo per stare in strutture fatiscenti»

2 MINUTI DI LETTURA





viareggio. Rivedere le cifre a carico dei residenti nelle strutture dell’emergenza abitativa, Ferrhotel e Casa Tosca (a Torre del Lago) per le categorie più svantaggiate «per le quali 30 euro al mese rappresentato una mesata annua di quanto percepito sul limite della soglia di povertà». Una richiesta, quella del consigliere Luigi Troiso (Lista Torre del Lago), presentata in consiglio comunale si sensi del Regolamento dello stesso Comune di Viareggio. Proposta bocciata dalla maggioranza del sindaco Giorgio Del Ghingaro, il cui assessore al sociale, Federica Maineri, ha ricordato: «Sono previsti degli scaglioni, cifre simboliche, da 50 centesimi al giorno per l’ospitalità in queste strutture». Pagamento anche per chi, con Isee pari a zero, usufruisce di aiuti pubblici.

«Sono stato al Ferrhotel, ho parlato con gli ospiti all’interno», ha spiegato Troiso, «e le persone lamentano gli importi versati». Se le somme pagate «non erano dovute», ha risposto l’assessore, «i residenti nelle strutture citate saranno rimborsate. Ma non mi risultano casi del genere».

Le quote– ricorda la lista “Civicamente”– «sono frutto di una delibera commissariale che, pur nella legge, avevano forse (poco) senso a fronte del dissesto del Comune. E sono di un anno prima del Regolamento vigente, nel quale si prevede un rinnovo biennale delle stesse e relative esenzioni, rinnovo che non è mai avvenuto. Inoltre, le esenzioni previste sono vergognosamente basse e in contraddizione tra di loro, tanto da portare praticamente tutti a pagare la stessa quota. E va aggiunto che a tutti gli ospiti viene detto dal servizio sociale del Comune di pagare 30 euro/mese, senza menzionare le esenzioni». Senza considerare che «per chi è molto povero 30 euro al mese significano probabilmente una spesa settimanale o un salto in farmacia».

A tutto questo – ricorda la lista del consigliere Luigi Troiso – va aggiunto che «gli ospiti vivono in strutture fatiscenti, per anni in poco più di nove metri quadri con bagni senza docce e bidet, costretti a cucinarsi in camera, dove spesso luce e caldaia si staccano, cadono calcinacci fuori e dentro le strutture e nelle camere dove, quando piove, l’acqua infiltra per il marciume degli infissi. E dove, infine, i lavori in emergenza o non cominciano o non finiscono mai, dove subiscono continui furti dei loro pochi averi». —

Donatella Francesconi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web