Soldi sporchi, imprese turistiche ai raggi X
Accordo tra Comuni e prefettura: ogni ingresso di denaro fresco e modifica societaria saranno monitorati con attenzione
viareggio. Un patto per monitorare l’ingresso di soci e capitali sospetti, quando non chiaramente di origine criminale, nelle imprese turistiche colpite dalla crisi e dal Covid. È l’intesa per la legalità sottoscritta tra i tre principali Comuni della provincia, tra cui Viareggio, con la prefettura di Lucca e la Camera di commercio.
L’accordo, spiegano dalla prefettura, serve a «preservare il tessuto produttivo sano e rilanciare l’economia – si legge in una nota – L’attuale emergenza sanitaria crea, infatti, condizioni favorevoli per un’espansione degli interessi illeciti e criminali, con il pericolo che la crisi diventi un’opportunità a vantaggio della criminalità organizzata per proporsi con mire espansionistiche».
«In particolare, – si spiega dalla prefettura – assumeranno centralità le informazioni che riguardano subingressi nella titolarità di attività economiche, modifiche degli assetti proprietari o di gestione, con particolare attenzione ad improvvise o ripetute variazioni delle cariche apicali o l’ingresso di soci che per il loro profilo potrebbero rappresentare meri prestanome di soggetti terzi. In questa direzione i Comuni segnaleranno eventuali incrementi significativi del numero di Segnalazioni certificate di inizio attività (Scia) presentate allo Sportello unico delle attività produttive rispetto ad analoghi periodi precedenti, e richiederanno di sottoporre a verifica del Gruppo interforze Antimafia – organismo coordinato dalla prefettura, composto da Questura, carabinieri, Guardia di finanza e Direzione investigativa Antimafia – le operazioni di nuove aperture, subingressi o variazioni societarie di attività alberghiere o extralberghiere, stabilimenti balneari, esercizi di ristorazione, pizzerie, pub, bar e pasticcerie. Altrettanto importante sarà il contributo della Camera di commercio che metterà a disposizione della prefettura le proprie banche dati consentendo ad un osservatorio dedicato, quale il Gruppo interforze antimafia, di vagliare le dinamiche degli assetti e l’anagrafe delle cariche societarie. Con l’obiettivo di far fronte anche alle possibili insidie rappresentate da offerte di risorse di dubbia provenienza a condizioni solo in apparenza particolarmente vantaggiose che potrebbero essere accettate, anche inconsapevolmente, da imprenditori in difficoltà, ma dietro le quali si potrebbero celare veri e propri tentativi di ingerenza criminale, capaci poi di diffondersi a macchia d’olio».
«È importante – ha sottolineato il prefetto Francesco Esposito – che, soprattutto in questa delicata contingenza economica, sia innalzata la soglia di attenzione da parte di tutte le Istituzioni per intercettare preventivamente ogni possibile tentativo di infiltrazione che potrebbe presentarsi anche in modo subdolo e silente sul territorio». —
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