Gioco
Ruba 9mila euro dalle casse dell’ufficio Sospeso funzionario del tribunale
L’uomo è stato sorpreso dalle telecamere nascoste della guardia di finanza. È accusato di peculato dalla procura
Melania Carnevali
Luca Tronchetti
viareggio. Ogni volta, si mette in tasca pochi euro. Due, cinque, al massimo venti. Non molti di più. «Per non creare sospetti» fanno sapere gli inquirenti. Eppure, i sospetti, li crea comunque. Ad accorgersi degli ammanchi nelle casse dell’ufficio notificazioni esecuzioni e protesti del tribunale di Lucca in via Carrara nel vecchio palazzo di Giustizia è la sua direttrice, che ha denunciato il tutto alla guardia di finanza di Viareggio, facendo aprire un’indagine iniziata in estate e che si è chiusa nei giorni scorsi con la richiesta di rinvio a giudizio da parte della procura nei confronti del funzionario accusato adesso di peculato. L’uomo, originario di Roma e residente a Lucca, classe 1972, è stato sospeso dal lavoro dal mese di ottobre.
Secondo le fiamme gialle, dal gennaio 2019 all’aprile 2020, avrebbe fatto sparire 9mila euro dall’Unep, l’ufficio dove vengono notificati gli atti processuali (civili e penali) e dove viene data esecuzione alle sentenze dei giudici. L’ufficiale giudiziario ha anche il compito stendere l’atto di protesto (l’atto pubblico con il quale si accerta il rifiuto di accettare o anche pagare una cambiale o assegno bancario nel termine fissato dalla legge). Sta di fatto che quell’ufficio ha un piccolo fondo cassa per le operazioni di routine: marche da bollo, notificazioni, ecc. E da quella cassa, secondo la direttrice, erano spariti soldi. Non tanti, effettivamente, ma abbastanza da far pensare a un furto.
I militari di Viareggio, coordinati dal maggiore Armando Modesto, dopo la denuncia della dirigente, hanno installato, e ben nascosto, telecamere di videosorveglianza all’interno degli uffici del tribunale. «Il monitoraggio delle videoriprese ha consentito così di scoprire il motivo degli ammanchi di denaro», si legge in una nota delle fiamme gialle.
Dalle immagini delle telecamere nascoste si vede il funzionario prendere soldi dalla cassa nell’armadio dell’ufficio nella sezione distaccata del tribunale. A volte sono spiccioli presi al volo. Altre volte banconote. Le conta e ne mette in tasca alcune. Avrebbe prelevato sempre piccole somme, quelle che basterebbero per la benzina o per il pranzo o anche solo per il caffè, ma che sommate farebbero migliaia di euro.
«Dalle casse di cui aveva disponibilità per le incombenze dell’Unep – fanno sapere gli inquirenti – il funzionario sottraeva costantemente e ripetutamente piccole somme perlopiù in monete o in banconote di piccolo taglio, per non destare troppi sospetti».
In soli due mesi, quelli in cui sono state installate le telecamere, avrebbe rubato, a forza di spiccioli, 764 euro. Secondo l’accusa però la somma sottratta dall’ufficio si aggira attorno ai 9mila euro. «Addirittura in un caso il dipendente, pur non essendo quel giorno in servizio, si era ugualmente recato in ufficio per il consueto prelievo».
Sulla base delle prove emerse dalle indagini della guardia di finanza, il procuratore facente funzioni Lucia Rugani ha quindi chiesto e ottenuto dal gip Antonia Aracri la misura cautelare della sospensione dell’esercizio di un pubblico ufficio servizio nei confronti dell’imputato, per la durata di un anno. Davanti al magistrato l’uomo ha fatto scena muta, non ha spiegato i motivi di quei prelievi indebiti. Anzi, agli occhi dei magistrati, è sembrato una persona in grave difficoltà, praticamente assente come fosse vittima di un disagio. Tramite il suo legale, avvocato Federico Corti, ha solo promesso di restituire l’intero ammontare contestato. Entro il 30 maggio dovrà risarcire il danno allo Stato e otterrà il patteggiamento o il rito abbreviato che comporta la diminuzione di un terzo della pena che va dai 4 ai 10 anni e 6 mesi di reclusione. A quel punto resterà da capire se il dipendente pubblico sarà ugualmente licenziato o al termine della sospensione potrà essere in qualche modo reintegrato.
«L’ordinanza del tribunale di Lucca è stata motivata anche dalla costante e frequente reiterazione dei comportamenti e dalla spiccata inclinazione e spregiudicatezza dell’indagato», si legge in una nota delle fiamme gialle.
La Guardia di finanza di Viareggio ha inoltre informato la magistratura contabile competente per il presunto danno erariale arrecato. –
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