Casa di accoglienza, coro di critiche «Basta con il massimo ribasso»
Sul cambio di appalto intervengono don Sonnenfeld, Nicolò Martinelli e Isaliana Lazzerini
viareggio. Continua a far discutere il passaggio della gestione della Casa di accoglienza dei minori di via della Gronda dalla Crea (che se ne occupava dal 1991) alla cooperativa Odissea. E ci sono voci molto critiche su questa “svolta”.
Una è quella di don Luigi Sonnenfeld: «Dopo quasi trent'anni in cui Crea ha contribuito a far nascere e crescere una esperienza che ha significato molto per la vita di ragazze e ragazzi della Versilia e non solo, si può capire che una amministrazione Comunale (la gara è stata indetta dalla precedente amministrazione Del Ghingaro) voglia cambiare “fornitor”", anche solo per dimostrare la propria imparzialità. La gara, indetta con procedura al massimo ribasso, gestita dalla Provincia di Lucca, diceva già questa intenzione, per chi sa leggere da anni tra le righe dei bandi. Per chi, come me, ha vissuto fin dai primi passi l'avventura onorata da tanta collaborazione e tanti attestati dal mondo della scuola, del lavoro, delle famiglie, con gli amici e i colleghi di imprese educative a volte al limite delle possibilità, ci siamo sentiti messi da parte. Gli operatori e operatrici già Crea conserveranno il posto di lavoro, per legge. Ma il patrimonio di solidarietà del gruppo Crea, delle relazioni "celebrate" ogni anno nella festa-compleanno della Comunità alloggio e - guarda caso - disertate solo nell'ultimo anno dalla Amministrazione Comunale, non sarà facile conservarle».
Per Nicolò Martinelli, segretario di Rifdondazione comunista della Versilia «deve finire questa pratica barbara, che per l'assegnazione di servizi che riguardano delicatissime questioni sociali prende in considerazione soltanto l'offerta economicamente più vantaggiosa, sputando sopra ogni criterio di progettualità integrata e di legame con il territorio. Una impostazione sbagliata che ha fatto e continua a fare danni, anche economici, alla pubblica amministrazione, come dimostra il caso della Cooperativa Cassiopea, che ha vinto in tribunale contro il Comune di Seravezza, per un appalto su Querceta assegnato all'offerta economicamente più vantaggiosa. Oggi è il turno della Crea che per molto poco e in maniera similare perde la gara per la gestione della casa di accoglienza per minori di via della Gronda. Non si gestiscono i servizi sociali e non si pianifica la lotta contro le disuguaglianze solo col pallottoliere e la calcolatrice.
Interviene poi Isaliana Lazzerini, della segreteria di Viareggio del Pci: «Si potrebbe pensare che a determinare le scelte in ambito sanitario e sociale fossero ancora logiche prettamente economiche, davanti alle quali si possono sacrificare qualità e continuità, in questo caso di un servizio che ha come missione la tutela di “un'umanità fragile e dolente”. Non vogliamo credere che ciò sia possibile. Ci facciamo però interpreti delle preoccupazioni delle lavoratrici e dei lavoratori e dunque chiediamo continuità per le figure professionali impegnate in un servizio di così alto valore, e che come tali siano garantite nei propri profili occupazionali e nei propri salari». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
