Lutto
2020: vince la Greta di Lebigre e Roger Poi arriva il virus
L’emergenza Covid “sfiora” il periodo dei festeggiamenti che si chiudono giusto in tempo per evitare il lockdown
Simone Pierotti
Ancora non potevamo saperlo. E forse nemmeno riuscivamo a immaginarcelo. Quel carro dal messaggio ambientalista e quel titolo, a conti fatti, si sono rivelati una profezia. Inascoltata, come accadde nella mitologia greca alla povera Cassandra. Home sweet home – nessun posto è come casa della famiglia Lebigre-Roger vince il Carnevale due settimane prima che l’allora presidente del consiglio Giuseppe Conte firmi il lockdown in tutto il Paese e che gli italiani si ritrovino reclusi nella loro “home sweet home”. Le lacrime di gioia e gli assembramenti sotto il mascherone di Greta Thunberg, i carristi italo-francesi che vincono ogni otto anni, l’immancabile abbraccio collettivo alla chiusura del Carnevaldarsena sulle note di “Miriordo” di Egisto Malfatti… Sembrano cartoline spedite da un passato quasi inafferrabile. E invece era esattamente un anno fa. Era il 2020. Così vicino e, al contempo, così lontano.
Un anno con qualche novità, per il Carnevale. A partire dall’introduzione di un corso mascherato in più, quello di giovedì grasso: è un esperimento senza precedenti nella storia della manifestazione. E mentre il designer Stefano Giovannoni firma il manifesto ufficiale, chi canta la canzone ufficiale? Nessuno. La Fondazione, forse memore delle polemiche a distanza con il movimento dei Carnevalari nei mesi addietro, per la prima volta dal 2013 decide di non concedere più quel titolo al brano vincitore del Festival di Burlamacco. Festival che ritorna così alle origini, con la formula delle due serate al Teatro Jenco a una settimana dall’inizio delle sfilate. E dunque Viareggio salvami, cantata da Massimiliano Marchetti, non è la canzone ufficiale. Ma non lo è neanche il rifacimento di Povereide con la voce di Vladimir Luxuria. E neppure La famiglia digitale, commissionata a Tiziano Jannacci e interpretata dal comico Enzo Iacchetti. E così nell’albo d’oro rimane un vuoto.
Nella marcia di avvicinamento all’edizione 2020, Burlamacco ha perso altre due memorie storiche: tra primavera ed estate se ne sono andati Ghigo Gemignani, ex sindaco ed ex presidente del Comitato Carnevale, e il pittore centenario Giorgio Michetti, autore del manifesto ufficiale nel 2005 e nel 2017.
Sempre in quell’estate si torna a parlare, grazie all’iniziativa del Movimento 5 Stelle, del riconoscimento de Carnevale quale patrimonio dell’Unesco – un percorso partito già ai tempi in cui Alessandro Santini era presidente della Fondazione – ma anche di fusione tra Carnevale e Pucciniano in un unico ente, vecchio cavallo di battaglia del sindaco Giorgio Del Ghingaro. E poi, già lo abbiamo ricordato, a pochissime ore dalla presentazione dei bozzetti si spegne Arnaldo Galli, il decano dei carristi, il più vincente di tutti i tempi.
Burlamacco continua poi a tessere relazioni internazionali: il carrista Umberto Cinquini va a raccontare l’arte del nostro Carnevale a L’Avana, la famiglia Lebigre realizza un grande orso polare in Groenlandia e lo stesso Benjamin Lebigre volerà in Messico assieme al costruttore Enrico Vannucci in occasione dei festeggiamenti per il Día de los Muertos. Proprio per sancire il legame con la patria dei mariachi viene organizzata la “Skull parade”, una grande mostra di teschi colorati a cielo aperto che fanno la loro comparsa all’improvviso a fine gennaio fra stupore e polemiche.
Intanto al fianco di Burlamacco c’è una nuova Ondina: è Naomi Carlotta Alongi, che ha preso il posto di Rosa Mariamburgo Coppola.
Per la terza volta negli ultimi quattro anni, piove sul primo sabato di Carnevale – nel 2017 la presidente Marialina Marcucci decise di annullare la sfilata con un giorno d’anticipo, nel 2019 e 2020 il corso va invece regolarmente in scena. In un crescendo rossiniano è grande festa nell’ultima settimana con tre corsi racchiusi in sei giorni, il cinquantenario del Carnevaldarsena.
Ma aleggia già lo spettro del Coronavirus: il primo caso, quello del “paziente uno” di Codogno, si registra venerdì 21 febbraio, giorno inaugurale del Baccanale. E già alla sfilata conclusiva di martedì grasso la paura sembra prevalere sulla voglia di far festa. Alla lettura dei verdetti scattano anche avanzamenti e retrocessioni: detto della vittoria dei Lebigre, per appena un punto di distacco si piazza secondo Luigi Bonetti che però coglie un’insperata salvezza, mentre retrocedono in seconda i fratelli Breschi e Carlo Lombardi. Sale Luca Bertozzi dai carri piccoli dove – e lo scriviamo con un velo di tristezza – concorre per l’ultima volta Franco Malfatti, che morirà prematuramente a dicembre gettando tutti nello sconforto che solo la scomparsa di un carrista ancora in attività può lasciare.
Finite le sfilate, rimane giusto il tempo per la quinta edizione di Canzonissima di Carnevale, il concorso canoro ideato da Renzo Pieraccini, Alessandro Santini, Antonella Ciardiello e Roberto Pezzini, e per la prima serata del remake della canzonetta Sai di pinuglioro, sai di coriandolo. Poi la quaresima, anzi, la quarantena ci purgherà. E il resto della storia, purtroppo, lo conosciamo tutti. —
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