Sicurezza
La disperazione della moglie: «Marco era così contento»
Massa. La foto più bella, quella più vera, è quella che oggi non pubblicheremo. Perché di fronte a una tragedia come quella che ieri ha sconvolta la famiglia di Marco Bonotti bisogna sapere fare anche un passo indietro.
La foto più bella è quella che molti porteranno impressi negli occhi, di sicuro tutti quelli che ieri pomeriggio si sono ritrovati nel cortile assolato dell’obitorio di Massa. È una immagine che racchiude la forza della montagna, il valore della famiglia, i sentimenti forti e sinceri, quelli che contano. In questa fotografia c’è l’abbraccio del nipote Matteo con la zia, la moglie di Marco, la madre delle loro tre bambine che da ieri dovranno fare a meno del papà. Matteo ha ancora indosso i vestiti della montagna: la giacca a vento azzurra, il berretto a strisce. La moglie di Marco, Giuliana, non si regge nelle gambe. Arriva all’obitorio sorretta da due amiche. I suoi piedi non sfiorano terra: non ha le forze. Matteo e Giuliana si guardano da lontano e si abbracciano stretti. Un abbraccio che non finisce più. La giacca a vento azzurra che sovrasta una moglie, una mamma, diventata improvvisamente piccola come una bambina.
Nel giardino dell’obitorio sembra quasi si fermi il respiro di tutti, ci sono solo Matteo e Giuliana stretti nel loro abbraccio. «Era così contento, stamani Marco era così contento». Risuonano solo queste parole di Giuliana, pronunciate fra i singhiozzi. «È un destino crudele, un destino troppo crudele»: lo dicono quasi all’unisono. —
A.V.
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