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Tutti a fare il test rapido Bergamini: «Correre più del virus per uscirne»

Donatella Francesconi

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viareggio. In coda per tutta la lunghezza del marciapiede, in via Regia, in attesa di effettuare un tampone rapido negli spazi messi a disposizione dalla Farmacia Calandra. Che, soprattutto nel fine settimana, lavora a pieno ritmo. Registrando, per quello che è il proprio osservatorio, «un aumento dei positivi e dunque un peggioramento della situazione», come spiega Giovanni Bergamini, titolare della farmacia, impegnato in prima persona in quella che chiama «lotta contro il tempo».

I laboratori per i test molecolari sono chiusi nel fine settimana e così – sostiene Bergamini – si lasciano «ore di vantaggio al virus. Quelle in cui persone asintomatiche continuano a vivere, per esempio, insieme a genitori anziani. Io sono convinto che per tornare alla vita post Covid sia necessario correre più veloce del virus».

Nel gazebo allestito all’esterno della farmacia entra una persona alla volta, per operare nella massima cautela, e – assicura Bergamini – «siamo veloci ma non imprudenti. Stiamo attenti noi e sta attento chi si presenta». Tanto che la fila sul marciapiede, ieri intorno all’ora di pranzo, scorreva con il giusto distanziamento e con le mascherine tutte indossate. A differenza di quanto avviene, per esempio, in Passeggiata a Viareggio, dove decine di adulti si muovono incuranti della misura anti contagio.

A proposito di mascherine, Bergamini è netto: «Ne vedo di tutti i tipi, le più fashion possibili. Io dico: mettetele sopra alle Ffp2 da meno di due euro ciascuna. Altrimenti non servono».

Certo, poi chi risulta positivo al test rapido deve sottoporsi al tampone molecolare per la conferma definitiva del contagio: «Ma non si lasciano quarantotto ore di tempo al virus», ribadisce Bergamini.

Il quale rassicura i clienti sul resto delle attività fornite dalla farmacia di via Regia: «Il corner è sicuro perché i tamponi vengono eseguiti all’esterno in ambiente sicuro e completamente separato. Chi entra in farmacia a fare esami viene sottoposto a controllo temperatura e utilizziamo tutte le precauzioni lavorando in sicurezza». Parole importanti e dovute, perché sottolinea il farmacista – «La salute è stata trascurata per paura di andare in ospedale e anche semplicemente dal medico».

Così si finisce per vivere pensando che l’unica preoccupazione sanitaria sia quella del contagio da Covid-19. E, purtroppo, non è così.

Insomma, farmacia in prima linea nella battaglia contro il contagio. Con tanti cittadini che scelgono di verificare anche nel fine settimana se siano venuti o meno a contatto con l’infezione. Il che non significa abbassare la guardia, in caso di esito negativo. Ma sicuramente l’attività messa in atto serve a “catturare” i casi di positività, dandone tempestiva comunicazione alla Azienda sanitaria anche nei fine settimana e mettendo in moto tutto il meccanismo di contenimento del contagio.

Comportamenti responsabile, a fronte delle troppe notizie che arrivano da più parti della città di persone che continuano ad ignorare le minime precauzioni. —

Donatella Francesconi

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