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Alberi e arredi, i dubbi su piazza Carducci

Luca Basile
Alberi e arredi, i dubbi su piazza Carducci

Ci sarebbero incongruenze nei documenti inviati in Soprintendenza. Forassiepi: «Il Comune ripensi il progetto»

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Luca Basile

pietrasanta. Parlare di “giallo” intorno ai lavori, in corso di rifacimento, di piazza Carducci è probabilmente esagerato, ma qualche punto di domanda, in scia al progetto, è oggi doveroso farsela. Questo perché nei documenti sulla piazza che verrà, inviati dal Comune alla Soprintendenza per le opportune valutazioni, non sarebbe stata evidenziata la presenza di tavolini e sedie dei bar di zona e neppure delle alberature che hanno fatto per anni da cornice all’area di cantiere. E questo potrebbe rappresentare un problema con le Belle Artipropense, nel caso, a “rimodulare” le proprie conclusioni come evidenzia Rossano Forassiepi, segretario del Pd ed ex assessore ai lavori pubblici.

«Da anni si parlava di una riqualificazione di piazza Carducci caratterizzata da tende, ombrelloni, macchine e motocicli che così come erano poco si addicevano alla qualità storica e monumentale del luogo. Mi preme però mettere al centro del dibattito un aspetto fondamentale: cosa dovrà essere questa piazza dopo la sua ripavimentazione? Per intendersi: un’area libera e fruibile solo per passare dal terminal bus a piazza Duomo? Il progetto nei fatti non è altro – spiega Forassiepi – che il rifacimento della pavimentazione evidenziando la fontana centrale a molti quasi sconosciuta fino ad oggi. Il tema delle alberature storiche che hanno caratterizzato la piazza per anni, a quanto noto dai documenti, non sembra essere stato considerato; dal parere della Soprintendenza è stato infatti prescritto che solo un albero dovrà essere rimesso a dimora e di dimensioni importanti, ma gli altri che esistevano che fine hanno fatto? Sono stati rappresentati nei documenti appunto inviati all’ente preposto? O forse perché abbattuti o caduti poco tempo fa non se ne è fatto menzione? Se così fosse a mio avviso si sarebbe data una rappresentazione paesaggistica – continua Forassiepi – priva di importanti elementi caratterizzanti».

Dubbi anche sul fronte di tende, tavolini e sedie degli esercizi commerciali della piazza. «Dal progetto approvato si nota una distesa completamente libera da ogni tipo di arredo, sia pubblico che privato: questo significa che una volta terminati i lavori non sarà più possibile allestire quegli spazi per l’uso del suolo per le attività di somministrazione di alimenti e bevande? Spero sinceramente di no e allora perché non è stato progettato già in questa fase sottoponendo il tutto all’organo competente per il parere (Soprintendenza) anche l’arredo urbano futuro, comprensivo degli allestimenti che potranno utilizzare gli esercenti? Pianificando sin da ora la qualità la tipologia e le dimensioni di quello che potrà o non potrà essere fatto. Siamo sicuri – chiede Forassiepi – che la Sovrintendenza darà parere favorevole per ombrelloni e tende da parte di singole richieste, senza pretendere invece una visione complessiva dell’impatto generale? Invito il Comune a riprendere il progetto, che non vuol dire fermare i lavori e completarlo con l’idea certa di quello che dovrà essere la piazza in termini di arredi, uso e dimensioni del suolo pubblico, alberature fino all’illuminazione». —

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