Il Tirreno

Versilia

la sentenza 

Gli distrugge l’auto e lo minaccia ma tutto finisce in prescrizione

M.C.

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viareggio. Quella notte, stando alla ricostruzione della vittima, andarono in quattro sotto casa sua, a Torre del Lago, e tra loro ci sarebbe stato anche un collega di lavoro, un operaio che si stava occupando dell’installazione della fibra ottica in zona.

Prima bussarono alla porta, con forza, gridandogli di uscire, poi presero quello che trovarono in giardino, bastoni, mazze, attrezzi da lavoro, e iniziarono a devastare tutto: la porta, la finestra di casa e, soprattutto, l’auto, una Audio A4 che, alla fine della furia devastatrice, si ritrovò senza un lunotto, con il parabrezza a pezzi, tutta la carrozzeria ammaccata, incluso il tettuccio e il cofano motore. Quella notte sparì, o perlomeno il proprietario non trovò, il portafoglio nascosto in auto con 500 euro dentro e le carte di credito.

Di quei quattro, solo uno venne trovato dalle forze dell’ordine (lo trovarono in strada in fuga) e rinviato a giudizio. Si tratta di Tudor Caius Faina, 32 anni, originario della Romania, che non ha mai riferito chi fossero i suoi presunti complici e il motivo del raid commesso la notte del 7 settembre del 2012,

È stato quindi rinviato a giudizio, lui solo, per furto, danneggiamento aggravato dai futili motivi e minacce anche queste aggravate.

Quella notte di nove anni, secondo la ricostruzione dell’accusa, gridò alla vittima, un connazionale, «venite fuori che vi ammazzo, vi brucio tutti». Fatto «aggravato – si legge nell’atto di citazione in giudizio del pubblico ministero Giuseppe Amodeo – dall’essere la minaccia grave, sia per l’espressione verbale usata che il gratuito pesante danneggiamento dell’autovettura della vittima, entrambe convergenti sulla pericolosità della condotta».

Faina, difeso dall’avvocato Pierpaolo Santini, è stato assolto nei giorni scorsi dal giudice del tribunale di Lucca.

Durante il dibattimento, la parte offesa, che nel frattempo aveva lasciato l’Italia ed è tornato solo per l’udienza, ha infatti dichiarato che il portafoglio, che inizialmente sembrava sparito, è stato ritrovato al lato dell’auto il giorno seguente e con tutti i soldi dentro. Motivo per cui è caduta l’accusa di furto.

Erano rimaste in piedi solo le altre due accuse, cioè danneggiamento e minacce, per cui però era scattata la prescrizione.

Quei fatti rimangono quindi, ad oggi, senza un colpevole. —

M.C.

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