Sicurezza
2017: l’era Marcucci inizia con il duello Avanzini-Lebigre
Vince Frontiere, secondo il carro anti-burocrazia dei francesi E Allegrucci conquista un posto nell’Olimpo della cartapesta
Simone Pierotti
Sul conto del carrista Alessandro Avanzini sono state fatte le considerazioni più disparate, dalla qualità delle sue costruzioni al fatto che le stesse abbiano poco di carnevalesco. Eppure c’è un dato che dimostra il suo valore: quando trionfa nel 2017 con Frontiere diventa l’unico carrista ad aver vinto con tutte le presidenze della Fondazione Carnevale (unica eccezione il periodo del commissariamento di Stefano Pozzoli) dell’ultimo ventennio. E dunque con giurati sia viareggini che forestieri, con metri di giudizio differenti, con giurie uniche per tutti i corsi e ognuna diversa a ogni sfilata. Un percorso partito nel 1998, primo anno dell’era di Elio Tofanelli, e arrivato fino alla presidenza di Marialina Marcucci, in carica in quel momento e ancora oggi. E quando l’imprenditrice della dinastia del Ciocco e della Kedrion viene scelta dal sindaco Giorgio Del Ghingaro è, con le dovute proporzioni, come quando Margaret Thatcher e Angela Merkel vennero elette a capo del governo dei rispettivi Paesi. A Viareggio la presidenza del Carnevale è sempre stata un affare per soli uomini. Fino al 2017, prima edizione organizzata da una donna.
Con la fine del mandato di Stefano Pozzoli da commissario, la Fondazione era tornata alla normalità. Normalità che ora rispondeva al nome di Marialina Marcucci, già fondatrice di Videomusic ed ex vicepresidente della Regione Toscana. È su di lei che punta Del Ghingaro per un Carnevale che, dopo aver tirato la cinghia, vuol tornare a volare. E per una volta sembra mettere d’accordo anche le forze politiche d’opposizione. Cambia naturalmente la composizione del cda, in cui resta l’ingegnere Marco Szorenyi mentre entrano il giornalista Klaus Davi, la balneare Monica Guidi e l’imprenditore Stefano Nari. La sorella del senatore Andrea, co-firmatario assieme a Manuela Granaiola del ddl sul finanziamento ai Carnevali, eredita da Pozzoli una manifestazione con i conti a posto – nel consuntivo 2016 rileva un attivo di quasi 41mila euro – oltre alla presidenza della neonata associazione Carnevalia.
Il primo grande atto sono le date dei corsi: in netta controtendenza con il Carnevale (quasi) interamente quaresimale di Pozzoli, Marcucci decide di riportare l’ultima sfilata al martedì grasso. I prezzi dei biglietti rimangono gli stessi dell’anno precedente, con la possibilità di usufruire di uno sconto ma con una novità: gli ingressi alla sfilata inaugurale e a quella del martedì grasso costeranno meno. Confermato pure il cumulativo differenziato – uno a prezzo intero, l’altro ridotto per i ragazzi alti sopra un metro e 20 centimetri e fino a 14 anni di età – introdotto da Pozzoli.
E poi viene affidato al pittore viareggino Giorgio Michetti l’incarico di realizzare il nuovo manifesto. A pochi mesi dalle sfilate, Marcucci si ritrova a dover affrontare il primo grattacapo della sua gestione – il caso che vede coinvolti Simone Politi e Priscilla Borri. I due carristi si sono infatti separati, nel lavoro come nella vita, e restano da decidere le sorti della loro Fantasticarte, di cui entrambi sono soci al 50 per cento: lui chiede un anno di aspettativa anche a causa di sopraggiunti problemi di salute, lei si fa avanti per realizzare il carro presentato a giugno. La Fondazione decide di escluderli dall’edizione 2017 e la vicenda si protrarrà per vie legali in un anno che coincide, oltretutto, con retrocessioni e avanzamenti.
Si arriva a febbraio e il corso d’apertura è preceduto dalla proclamazione della canzone ufficiale: è Dentro la conchiglia di Lorenzo Ghiselli e Andrea Giulio Ciaramitaro, nuovi vincitori del Festival di Burlamacco.
Proprio in quei giorni scoppia il caso Trenitalia: il logo della società, sul banco degli imputati al processo sulla strage di Viareggio del 29 giugno 2009, campeggia su manifesti e striscioni pubblicitari del Carnevale. Marcucci si scusa dal palco di piazza Mazzini durante la cerimonia d’apertura che precede il corso… che non c’è: a causa delle avverse condizioni meteo, la prima sfilata viene annullata con un giorno d’anticipo per essere poi recuperata dopo martedì grasso.
Una settimana dopo, finalmente, si parte: un commosso lancio di palloncini ricorda il carrista Gilbert Lebigre, venuto a mancare così come l’ex presidente della Fondazione Carnevale Elio Tofanelli e l’ex mascheratista Luigi Miliani.
Al terzo corso, programmato di sabato sera, viene proposto un curioso esperimento: dalle 15 alle 17 sfilano solo le mascherate di gruppo e isolate e le pedane aggregative, diventate sette dopo il ritorno del Carnevaldarsena e l’arrivo dei Salmastrosi che hanno debuttato l’anno prima. Salta per il maltempo la sfilata del martedì grasso e pure l’ultima viene guastata da un clima pungente, ma gli incassi sono positivi. Finisce con la vittoria di Avanzini, la retrocessione fra i carri piccoli di Franco Malfatti e l’attesa promozione di Jacopo Allegrucci in prima categoria e di Luca Bertozzi in seconda. Ma la storia più bella, forse, è il secondo posto conquistato dei Lebigre-Roger dopo l’addio al loro Gilbert. Il modo migliore per omaggiarlo e ricordarlo. —
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