Sicurezza
2016: un Galli torna sul trono con Barbarians
Secondo trionfo in carriera per Fabrizio col David decapitato Ma è un anno bisesto, condizionato dal meteo e dai debiti
Simone Pierotti
«Beh amico mio, siamo al top». Ammettiamo che Giuseppe Cruciani, l’irriverente giornalista, pronunci il suo tormentone rivolgendosi al carrista Fabrizio Galli. Nel 2016, anno in cui il conduttore del popolarissimo “La Zanzara” riceve dalla Fondazione Carnevale il Burlamacco d’Oro, il costruttore viareggino non potrebbe essere più al top: torna a vincere in prima categoria dopo un’attesa lunga un quarto di secolo con un carro, Barbarians, che non ammette rivali. Ma se l’amico mio in questione diventa Burlamacco, allora la faccenda cambia. Perché il 2016 sì che prestò fede all’adagio popolare «anno bisesto, anno funesto». Un’edizione travagliata fin dai mesi prima, quando la Fondazione Carnevale aveva programmato tre sfilate di carri davanti al Principe di Piemonte a cavallo di Ferragosto. Quel carnevale estivo (a pagamento) era stato il cavallo di battaglia di Stefano Pozzoli, il commissario della Fondazione confermato dal nuovo sindaco Giorgio Del Ghingaro. Un tentativo di racimolare qualche soldo in più complice il dissesto del Comune. Fu un fiasco, tanto che di corsi mascherati estivi non se ne parlerà più.
Di positivo c’è la vetrina all’Expo di Milano con il Pinocchio di Luca Bertozzi e la scultura di Enrico Vannucci al padiglione dell’Ecuador. Oltre a garantire un altro aiuto della Regione al Carnevale – da Firenze arrivano un milione e 100mila euro, a cui si aggiungono 466mila euro di contributo comunale –, Pozzoli firma due atti significativi. A edizione 2015 ancora in corso annuncia le date per l’anno venturo: si farà festa quasi interamente in Quaresima, con la prima sfilata che precede di due giorni il martedì grasso, per ovviare al calendario che avrebbe imposto un Carnevale basso. E saranno tutti corsi domenicali, tranne l’ultimo che sarà di sabato sera. E poi vara un bando di concorso biennale che, a furor di popolo, reintroduce avanzamenti e retrocessioni. Pozzoli conferma anche la nuova composizione delle giurie: ce n’è una diversa a ogni corso, come aveva già fatto prima di lui Stefano Pasquinucci, ma è formata esclusivamente da non viareggini. E se l’anno prima avevano giudicato i carri gli ex calciatori Iván Córdoba e Paolo Rossi – per l’eroe di Spagna’82 un autentico bagno di folla –, stavolta fra i giurati ci sarà il critico d’arte Vittorio Sgarbi.
A proposito di costruttori: Burlamacco, alla fine di settembre dl 2015, deve dire addio a Carlo “Bocco” Vannucci, altro big dei maghi della cartapesta. Quello del 2016 è un Carnevale che nasce nel segno di altre novità. La Fondazione sposta i propri uffici da Palazzo delle Muse al piano terra della Cittadella: un trasloco che consente di risparmiare i 20mila euro di affitto pagati annualmente. E poi prende forma la scuola della cartapesta con l’intento di formare i carristi del domani: il risultato è che nel 2016 si passerà da dieci a sedici maschere isolate.
Dalla collaborazione con l’Istituto Europeo del Design di Firenze prende poi forma il nuovo manifesto ufficiale: esce fuori da un contest vinto dall’opera di Anna Bulycheva, illustratrice e graphic designer russa che ha collaborato con Nokia, Christian Dior e Paco Rabanne.
Decisamente più nostrana la canzone ufficiale, che per il quarto anno consecutivo coincide con la vincitrice del Festival di Burlamacco, giunto alla decima edizione. Un traguardo festeggiato sul prestigiosissimo palco del Politeama, diventato la nuova casa dopo la chiusura del Teatro Jenco. E qui torna al successo Daniele Toscano con Vorrei potesse una canzone, scritta e musicata da Daniele Paolinelli e Stefano Malfatti. Proprio il Festival organizzato dai Carnevalari è il primo, grande evento che mette in moto la macchina di Burlamacco: si svolge di giovedì grasso, alla vigilia dell’inizio del Carnevaldarsena. Il Baccanale ritorna, seppur fra le difficoltà come testimonia la campagna di raccolta fondi lanciata nelle settimane precedenti, per poi replicare al terzo weekend: sarà la prima volta senza il presidente Gianni Merlini, scomparso a luglio.
Tira invece i remi in barca il Rione Campo d’Aviazione. Il giorno dell’apertura arriva il più funesto dei segnali: la Burlamacca viene erroneamente issata al contrario, con mani e volto all’ingiù. «Porterà sfiga», chiosano in diversi. Il 7 febbraio si parte, ma si finirà addirittura il 12 marzo. L’ultima sfilata era in programma il 5, ma una violenta tromba d’aria s’era abbattuta su Viareggio: davanti alla conferma della sfilata, alcuni carristi fanno irruzione durante una conferenza stampa per protestare contro la Fondazione. Che poi, con le costruzioni danneggiate e il vento che si alza, decide di annullare tutto e di posticipare di una settimana il gran finale. Si punta ormai a chiudere “whatever it takes” e due settimane prima della Pasqua cala il sipario: i vincitori vengono premiati già all’indomani dell’ultimo corso, mentre il giorno dopo si giocano le prime partite della nuova veste del Torneo di calcio giovanile, spostato dal periodo canonico al mese di marzo. Un’annata, a suo modo, da ricordare. —
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