Toscana
Decine di attività commerciali in vendita: prezzi ribassati, ma mancano compratori
Bar, ristoranti e negozi offerti anche al 30% in meno. Gli agenti immobiliari: «In pochi se la sentono di accettare la sfida»
Viareggio. Duecentoventi metri quadrati su due lati. Un centinaio di coperti considerato anche l’esterno, a pochi metri dal mare e da locali alla moda per l’aperitivo. Prezzo interessante: valeva oltre mezzo milione di euro fino a non molto tempo fa, oggi se ne chiedono 390mila. Ma, per il momento, nessuno si fa avanti.
L’ex ristorante La Luna in via del Fortino a Lido di Camaiore è uno dei simboli dell’altra faccia del mercato immobiliare: le attività commerciali. Una faccia che non sorride per niente, a differenza di quanto avviene per le case che sono in ripresa. Sono decine i bar, ristoranti e negozi, o meglio quel che ne rimane, in vendita. Attività commerciali che si sono arrese alla crisi e alla pandemia. Ma il problema è che mancano i compratori che possano rilanciare quei locali oggi vuoti. «Perché nessuno, in questo momento, se la sente di aprire un’attività – dice Anna Maria Pieraccini, titolare dell’agenzia immobiliare Bechelli a Viareggio – C’è tanta offerta e poca domanda: i prezzi, di conseguenza, scendono. Anche del 30% rispetto a prima della pandemia».
Alcuni esempi. Ristorante in pieno centro a Viareggio, con 16 coperti all’esterno e una trentina all’interno: la richiesta originaria era di 230mila euro, scesa a 150mila. E forse calerà ancora. Mentre una salumeria-gastronomia, sempre in centro città, è acquistabile con 170mila euro invece che con 200mila. «Quante sono le attività sul mercato? Molte e con prezzi accessibili – sostiene Pieraccini – Ma il problema è trovare i compratori».
Il caso del ristorante La Luna, in vendita all’agenzia immobiliare Remax, è emblematico. «Stiamo parlando di un immobile che ha tutte le qualità giuste per poter interessare una nuova avventura nella ristorazione – dice Carlo Vadorini di Remax – Eppure anche in questo caso si risente della crisi legata al Covid. Sono soprattutto i valori sul mercato a soffrire. Perché da un lato ci sono tante persone che vorrebbero dismettere l’attività imprenditoriale intrapresa, dall’altro lato ce ne sono poche che se la sentono di investire e stanno alla finestra. E il problema riguarda anche fondi commerciali che una volta passavano di mano in un soffio, senza neppure troppe trattative. Per esempio sul lungomare».
Chi se la sente, ora come ora, di fare un investimento dal presente (e futuro) nebuloso? «Se non c’è una motivazione immediata e fruttifera, come potrebbe essere una pizzeria in Passeggiata, credo che in pochi siano disposti a fare una scelta simile – spiega Carlo Alberto Tofanelli dell’agenzia immobiliare omonima a Torre del Lago – La pandemia ha di fatto accelerato un processo di cambiamento strutturale nel commercio al dettaglio. L’acquisto on line da una parte e il lavoro agile dall’altra hanno trovato in questa condizione sociale il miglior terreno per proliferare e le conseguenze sono molto tangibili. L’effetto più immediato si palesa in modo inesorabile sulla sopravvivenza dell’offerta commerciale fisica, e quindi con un riflesso sul valore venale dei fondi stessi. Diventando sempre più modesta l’appetibilità di un fondo commerciale, il rendimento da locazione si assottiglia e si fa più incerto, il valore come proprietà ne subisce una riduzione. A Viareggio – prosegue Tofanelli – esistono strade dove i fondi commerciali difficilmente ritroveranno un posizionamento nel mercato degli affitti e delle vendite di settore. A Torre del Lago la situazione è similare, con l’aggravante della Marina dove l’abbandono delle strutture ha seguito un andamento seriale, fino quasi a giungere all’estinzione. Faccio un esempio specifico: sul lago il ristorante Diesis, chiuso da circa due anni, è un locale gradevole, di recente ristrutturazione ma non trova acquirenti. Ci auguriamo che si possa rilanciare questa parte della città, a maggior ragione pensando al 2024 quando ci sarà la celebrazione del centenario della morte di Puccini e sarà rifatto il Belvedere». —
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