Alla Cittadella la memoria di Burlamacco
Presentato il nuovo archivio storico della Fondazione: digitalizzati documenti, fotografie e articoli della manifestazione
Simone Pierotti
Viareggio. «E questa è storia». È la chiosa finale dell’atto di acquisto, datato 26 febbraio 1949, dei terreni su cui sarebbero poi sorti i vecchi capannoni di via Cairoli. E quel documento è solo una delle tantissime chicche a disposizione di studenti, studiosi e appassionati di Burlamacco. Uno dei gioielli di quel grandissimo scrigno che è il nuovo archivio della Fondazione Carnevale, presentato ieri mattina al secondo e ultimo piano dell’edificio della Cittadella che ospita anche il ristorante e il museo. Ampio – 250 metri quadrati di superficie – e luminoso, lo spazio ospita migliaia di documenti fra foto, verbali dei Comitati Carnevale scritti a mano, testi e spartiti di canzoni, l’intera collezione della rivista Viareggio in maschera dal 1921 a oggi, i bozzetti dei carri e delle mascherate che hanno sfilato e perfino quelli che, per vari motivi, sono rimasti solo un progetto su carta. La preziosa collezione dei documenti unisce i materiali già di proprietà della Fondazione Carnevale con il fondo archivistico “Carnevale di Viareggio 1847-2008” del centro documentario storico “Francesco Bergamini” che l’amministrazione comunale ha concesso in comodato d’uso gratuito. Sarà così possibile – previo appuntamento - leggere i regolamenti, gli inviti ai veglioni e alle feste carnevalesche di fine Ottocento, ma anche accedere alla rassegna stampa e scoprire la planimetria del circuito delle sfilate negli anni dell’immediato dopoguerra.
A catalogare, digitalizzare e inventariare il materiale sono Andrea Mazzi, Elisa Domenici e Daniele Maffei con il supporto tecnico di Alessandra Delle Fave. Per facilitare la ricerca ci sarà inoltre un database, accessibile solo all’interno dell’archivio: per ogni elemento – fotografico, documentale, filmato e audio - è stata creata una schedatura completa con riferimenti storici, archivistici e contenutistici.
La struttura digitale consente più livelli di ricerca - cronologica, con parole chiave, e avanzata per categoria di materiale, autore, anno, tema. «Finalmente valorizziamo il grande archivio del Carnevale – sono le parole di Marialina Marcucci, presidente della Fondazione – studiosi e curiosi avranno la possibilità di analizzare tutti i documenti che raccontano la storia e la modernità di una manifestazione giovane nonostante i suoi 148 anni». E, prosegue Marcucci, «il prossimo passo è l’apertura del primo piano: ci avviciniamo al completamento degli spazi museali della Cittadella», un investimento totale da un milione di euro.
«Abbiamo deciso di collocare delle grandi librerie al centro e di dividere lo spazio in settori, senza intaccare la struttura – spiega l’architetto Velia Gini Bartoli – e con il progetto grafico di Pierluigi Da Prato abbiamo puntato molto sul rosso».
Per la catalogazione del materiale «abbiamo adottato i criteri del Ministero dei Beni culturali» sottolinea Roberta Martinelli, direttrice del sistema museale del Carnevale. «I bozzetti sono conservati con una carta speciale, che si usa anche in grandi strutture come il Louvre e il Musée d'Orsay, all’interno di grandi cassettiere: abbiamo fatto un investimento e con questi raccoglitori siamo a posto fino al 2050».
Lunga vita al Carnevale, allora. In tutti i sensi. —
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