Gioco
Prime 42 vaccinazioni per gli anziani ma la vera campagna slitta a lunedì
A Querceta il via ai pazienti ultraottantenni, le altre zone seguiranno: per ora ogni medico ha solo sei dosi a settimana
Matteo Tuccini
viareggio. Saranno i sette medici di famiglia che hanno gli ambulatori alla Croce bianca di Querceta i primi a somministrare il vaccino anti-Covid ai pazienti ultraottantenni. Oggi è prevista la consegna delle dosi Pfizer, da somministrare giovedì. Per quanto riguarda il resto della Versilia, invece, bisognerà attendere almeno fino a lunedì prossimo.
«Abbiamo avuto l’ok definitivo – spiega il dottor Giuseppe Cavirani, referente dei sette medici con ambulatorio alla Croce bianca – Giovedì potremo fare le prime 42 vaccinazioni». Al momento, infatti, sono previste soltanto sei dosi a settimana per ogni medico di famiglia. «Questa è la disponibilità attuale di vaccini – ammette Cavirani – ma penso che le dosi saranno incrementate nelle prossime settimane». Anche perché a questo ritmo servirebbero tre-quattro mesi solo per chiudere la campagna dedicata ai 13.500 ultraottantenni versiliesi. Con la prospettiva di passare a tutti gli altri in estate inoltrata, fino all’autunno e chissà quando.
L’organizzazione della macchina resta complessa e con diversi punti irrisolti. Non a caso non si è partiti ieri, a differenza di quanto previsto inizialmente. I medici della Croce bianca hanno dato la loro disponibilità grazie agli ampi spazi che, da quando è nata questa struttura, fa sì che i servizi sanitari offerti siano del giusto livello di qualità.
«La vaccinazione con Pfizer, come sappiamo, è complicata – dice Cavirani – Le fiale devono essere stoccate a Livorno, dove c’è la cella frigorifera per la conservazione richiesta a bassissime temperature (-70-80 gradi, ndr). Da Livorno vengono poi inviate nelle sedi individuate. Una volta tolto dalla cella, il vaccino va conservato a temperature tra i due e gli otto gradi e dura cinque giorni: eseguita la preparazione, c’è un tempo limite di qualche ora. Bisogna far firmare il consenso informato e fare la cosiddetta anamnesi per verificare che il paziente sia in condizioni adeguate. Tutto questo rende molto complicata l’operazione in spazi non idonei e soprattutto nelle sedute domiciliari». Il rischio è che i pazienti che non possono spostarsi per essere vaccinati siano costretti ad aspettare ancora un po’ di tempo prima di ricevere la dose.
Dopo la Croce bianca la campagna dovrebbe fare tappa in tutta la Versilia, sempre grazie ai medici di famiglia. Che hanno il compito di controllare le liste preparate dall’Asl sui pazienti ultraottantenni, verificare che non ci siano errori e omissioni, e poi partire con le sedute chiamando i singoli pazienti agli appuntamenti. Tutto questo dovrebbe – il condizionale è d’obbligo – iniziare da lunedì, a differenza di quanto previsto inizialmente (si parlava del 15, cioè ieri). Ma come si organizzeranno i medici di base che non hanno a disposizione strutture come la Croce bianca? Dovranno prendersi da soli i vaccini nella farmacia di fiducia e magari avvalersi dei centri individuati sul territorio. Per esempio il distretto sanitario del Terminetto a Viareggio e, per la Versilia nord, l’ex ospedale Campana a Seravezza. È evidente che in queste strutture un medico, con un’adeguata fornitura di dosi Pfizer, potrebbe viaggiare a ritmi sostenuti. E chiudere prima del previsto una partita fondamentale, considerato il timore di una terza ondata del Covid in arrivo. —
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