Perini, passo a due in vista dell’asta Il sindacato: «Vogliamo vedere il progetto»
Ferretti Group e Sanlorenzo annunciano: «Corriamo uniti» Perotti: «Sarà una ristrutturazione particolarmente onerosa»
Donatella Francesconi
viareggio. La ristrutturazione della fallita Perini Navi «sarà particolarmente onerosa»: ma a condurla si candidando – insieme ed è la novità del giorno – due grandi marchi della nautica che coprono il 50% della produzione delle barche sopra i 24 metri. Parole di Massimo Perotti, patron di Sanlorenzo, cantiere che costituirà con Ferretti Group, multinazionale del settore, la società che si candida a partecipare all’asta per quella Perini Navi che il curatore fallimentare, Franco Della Santa, ha già annunciato di voler “piazzare” intera. Alle parole di Perotti si aggiungono quelle di Alberto Galassi, amministratore delegato di Ferretti, che guarda lontano: «Tutto dipende da chi ha il progetto migliore e ha più soldi da spendere. Molto importante, insomma, sarà il progetto industriale per rilanciare il grande marchio della vela».
Marchio che – sottolinea Perotti al telefono con il Tirreno– «è un brand fortissimo, capace di mettere sul mercato due/tre motorsailer l’anno (motovelieri, ndr) destinati a clienti di livello in tutto il mondo, veri appassionati velisti». Perotti, infine, ricorda: «Ho cominciato la mia storia professionale nella nautica a Viareggio proprio nel luogo e nell’anno in cui a pochi passi nasceva Perini Navi. Era il 1983 e da allora ho sempre guardato con grande ammirazione al modello di business di questo marchio straordinario: imbarcazioni dalle qualità eccellenti, costruite su misura per un limitato numero di esperti conoscitori dello yachting».
Al centro dell’operazione di creazione della nuova società – così si legge nella nota diffusa ieri mattina – «i dipendenti e le famiglie di Perini Navi: passione, esperienza e competenze uniche che continueranno a essere tutelate. Così come l’indotto, composto di tanti fornitori a cui verrà restituita e assicurata serenità», per dirlo con le parole di Galassi.
Nessuna reazione istituzionale, nella giornata di ieri, all’annuncio di un “passo a due” storico per la nautica italiana che è poi nautica mondiale. A farsi sentire è la Fiom-Cgil di Viareggio: «Abbiamo appreso con grande interesse della creazione di una joint venture e di una new co tra i gruppi San Lorenzo e Ferretti per rilevare dal fallimento la Perini Navi. Si tratta di due tra i maggiori gruppi costruttori di imbarcazioni da diporto a livello mondiale. Rispettivamente cubano oltre 1,2 miliardi di euro di fatturato l’anno». Detto questo, la Fiom ricorda: «È un progetto che ci preme conoscere in modo più approfondito anche per le ricadute che potrà avere oltre all’orizzonte di Perini Navi, per la quale siamo a sollecitare l’avvio del confronto, per iniziare a definire il perimetro del futuro industriale dell’azienda. Questo significa che è necessario comprendere il merito dell’ipotesi proposta dalla nuova compagine, primo per quanto riguarda l’occupazione presente e futura del cantiere, per la salvaguardia del tessuto industriale del territorio e per le prospettive produttive, che non vorremmo si trasformassero a posteriori in una formula capace di dividere l’azienda tra Viareggio e LaSpezia visto i differenti interessi di Sanlorenzo e Ferretti». Senza dimenticare che oggi pende sul futuro di Perini Navi il reclamo della ex proprietà Perini Navi «che potrebbe posticipare di svariati mesi una conclusione che invece necessita nell’interesse di tutti della massima rapidità». —
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