Sicurezza
2014: il cyber-ragno di Avanzini beffa l’Hysteria di Lebigre
Nell’edizione del record di incassi con Stefano Pasquinucci tiene banco il caos per i soldi mai arrivati dal Comune
Simone Pierotti
E Burlamacco rimase intrappolato nella tela del ragno. Quello tirato a lucido e freddo come un cyborg con cui Alessandro Avanzini trionfò in un’edizione che, per le polemiche sui verdetti, riportò Viareggio agli anni delle accese rivalità tra Silvano Avanzini (padre di Alessandro) e Arnaldo Galli, o fra il D’Arliano e il Pardini. E un altro ragno, immaginario, che rischiò di fare un sol boccone del Carnevale – il dissesto finanziario che nel 2014 sconquassò il Comune e fece vivere alla città un’estate tormentata, con lo spettro della messa in liquidazione della Fondazione. Sembrava quasi impossibile, specie dopo un’annata straordinaria soprattutto al botteghino: quell’anno il Carnevale chiuse con un incasso totale di due milioni e 269.180 euro. Il più alto di sempre. Eppure, a un mese e poco più dall’ultima sfilata, ecco scoppiare la bomba: il Comune non ha la copertura finanziaria per saldare il contributo per la Fondazione Carnevale. Del milione e 400mila euro promessi a voce dal sindaco Leonardo Betti in consiglio comunale ne sono stati erogati appena 233mila (i primi due dodicesimi). Nessuno poteva pensare a un simile epilogo a ottobre, con il presidente Alessandro Santini uscito definitivamente di scena dopo la vittoria del centrosinistra alle elezioni amministrative e una breve proroga del mandato legata al carnevale estivo. Al suo posto s’insedia Stefano Pasquinucci che a Palazzo delle Muse è già stato sia dipendente che consigliere ai tempi della presidenza di Renato Baldi – curiosità: stavolta compare nel cda al fianco di Lorenzo Mazza, Cristiana Gemignani (figlia dell’ex sindaco Federigo) ed Enrico D’Alessandro (figlio del promoter Mimmo). È una Fondazione che nel consiglio d’indirizzo non ha né rappresentanti dell’opposizione né delle amministrazioni comunali di Camaiore e Massarosa che hanno deciso di non finanziare più il Carnevale.
Le idee, in compenso, non mancano. Pasquinucci annuncia la volontà d'istituire una giuria diversa per ognuno dei cinque corsi: la graduatoria che determinerà i vincitori sarà una somma delle varie classifiche redatte dai giurati al termine di ogni sfilata. E così sarà. Poi dal palco del Teatro Jenco annuncia: «Bisogna fissare un tetto massimo al costo dei costumi per chi va sui carri. Cinquanta euro, non di più». Lancia anche due diverse campagne per avvicinare ulteriormente i viareggini alla manifestazione – l’iniziativa “Presidente per un giorno” e “Io sono il Carnevale”. E poi arriva a una decisione storica, consentendo come unica diretta televisiva quella della Rai di martedì grasso e lasciando alle emittenti locali la possibilità di trasmettere le telecronache dei corsi mascherati solamente in differita.
Dopo la tutt’altro che esaltante parentesi delle Carnival Night sulla Terrazza della Repubblica tornano in grande stile le feste rionali. Riecco il Marco Polo, in corrispondenza con il secondo weekend, riecco il Carnevaldarsena che prende il posto del 'Rione che non c’è', organizzato nel 2013 dai commercianti della via Coppino dopo il forfait del Baccanale, confermato il Campo d’Aviazione ad aprire i festeggiamenti, chiuderà la novità Carnevale Storico.
Con i carristi viene approvato un bando di concorso annuale che sospende momentaneamente avanzamenti e retrocessioni e che scongiura il taglio al compenso per le costruzioni ma prevede quello ai premi in denaro. In seconda categoria si rivedono Gionata Francesconi e Giacomo Marsili, mentre si ritira Alfredo Ricci: fra le mascherate di gruppo non c’è Floriano Marchi, morto prematuramente l’anno prima.
Pasquinucci eredita dalla passata gestione il manifesto ufficiale, firmato dal grafico Paco Cacciatori.
La canzone ufficiale, invece, viene scelta una settimana prima dell’inizio delle sfilate: a finire nell’albo d’oro è Quando la poesia si fa realtà, cantata da Daniele Toscano con musica e testi di Stefano Malfatti e Daniele Paolinelli, che fa suo il Festival di Burlamacco.
Il 16 febbraio vengono scoppiati i primi tre colpi di cannone e, complice il calendario, è un Carnevale che sfila sempre sotto il sole: mai un corso minacciato dal maltempo.
E i verdetti? Se in seconda categoria nessuno ha da obiettare sulla vittoria del diavolo di Jacopo Allegrucci, in prima c’è una spaccatura fra chi preferisce il cyber-ragno de La rete di Alessandro Avanzini (che vince) e chi avrebbe voluto davanti a tutti Hysteria dei Lebigre-Roger, arrivati secondi. Proprio la novità di una giuria diversa per ogni corso sembra aver penalizzato il loro carro, oggettivamente bello ma altrettanto oggettivamente incompleto in alcune parti alla prima sfilata.
Fino al gran galà delle premiazioni, fissate a nemmeno una settimana di distanza dalla lettura dei verdetti, non si parla d’altro. Anche perché gli incassi sono andati benissimo. Eppure, a Carnevale ancora in corso, il neoassessore al bilancio Lorenzo Bertoli aveva affermato che, proprio per quello, potrebbe diminuire il contributo del Comune solo parzialmente erogato. Un sinistro presagio di quello che accadrà di lì a un paio di mesi. —
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