Sicurezza
2013: le sfilate vengono rinviate per le elezioni
L’ultimo corso si tenne il 3 marzo, la premiazione a Pasquetta Quell’anno il Comune (commissariato) tagliò i fondi ai carristi
simone pierotti
Se il 2012 avrebbe dovuto coincidere con la fine del mondo, quello che venne immediatamente dopo fu quasi un anno zero per il Carnevale di Viareggio. Consegnato agli archivi il bando di concorso triennale voluto dall’ex presidente Maglione, si ritorna al blocco degli avanzamenti e delle retrocessioni e a un regolamento a scadenza annuale come nel 2009.
In qualche modo c’incastrava la politica: nel 2008 il centrodestra aveva vinto le elezioni amministrative e Giovanni Maglione era il prescelto per la Fondazione Carnevale, ma il presidente uscente Elio Tofanelli aveva opposto resistenza. Risultato: l’avvicendamento a Palazzo delle Muse era andato per le lunghe e, complici i pochi mesi a disposizione, si era deciso per un ulteriore bando annuale senza promozioni né retrocessioni. Quattro anni dopo, la giunta Lunardini va sotto in consiglio comunale sul regolamento urbanistico a fine luglio: il sindaco si dimette, Viareggio viene commissariata e in municipio s’insedia Mimmo Mannino.
Il Carnevale, al cui timone resta comunque Alessandro Santini, vive l’ennesima estate infuocata: a metà giugno non sono ancora stati erogati dal Comune gli ultimi 900mila euro per saldare i carristi, che (anche) per questo boicottano le premiazioni del 24 giugno e la concomitante prima sfilata del Carnevale estivo, che salta. Il timore è che con il commissariamento del Comune si riduca drasticamente il contributo per l’organizzazione delle sfilate. E così sarà, perché si scende a un milione e 400mila euro. Tanto da far diminuire sensibilmente le spese, decurtate di 609mila euro: fra queste c’è pure il contributo alle feste rionali, cancellate – unica eccezione il rinato Campo d’Aviazione – e sostituite da un poco appetitoso surrogato come le Carnival Night sulla Terrazza della Repubblica. Ancora per il rotto della cuffia, si arriva all’approvazione del bando di concorso il 22 ottobre: i carristi accettano un taglio del 5 per cento sulle costruzioni, con i compensi ridotti a 121. 600 per la prima categoria e 60. 800 per la seconda. Si vocifera, intanto, di una possibile esclusione per alcuni costruttori coinvolti in pendenze legali con la Fondazione per la vendita di vari mascheroni – per la cronaca, a febbraio ne erano stati invece denunciati quattro dalla guardia di finanza per false fatture – mentre in estate ha tenuto banco il ritardo con cui i fratelli Cinquini hanno traslocato nel nuovo hangar, occupato fin lì da Gionata Francesconi che ha confermato il suo ritiro dal mondo del Carnevale.
Alla fine la commissione boccia solo il bozzetto di prima categoria “Bell’Italia” di Simone Politi e Priscilla Borri, la cui struttura viene ritenuta troppo simile a quella del carro dell’anno prima: i due si cimenteranno nella scenografia per il palco di piazza Mazzini. Restano fuori concorso anche Eleonora Francioni (realizzerà le statuette per i vari vincitori), Enrico Vannucci (farà un carro sui 140 anni del Carnevale) e Fabrizio Galli (altro carro fuori classifica dedicato al Nicaragua). Proprio Galli raggiungerà il Paese centroamericano per insegnare l’arte della cartapesta: sarà uno dei biglietti da visita internazionali del Carnevale assieme alla ballerina dei Lebigre che fa bella mostra di sé a Singapore e Macao.
È anche l’anno in cui la Fondazione per ben due volte deve cambiare le date dei corsi mascherati: inizialmente fissa il primo corso il 27 gennaio, poi i carristi chiedono una settimana di proroga e si va al 3 febbraio, con l’ultima sfilata in calendario il 24. Ma proprio per quel giorno vengono successivamente indette le elezioni politiche. Per evitare problemi di ordine pubblico, Santini posticipa l’epilogo del Carnevale al 3 marzo, terza domenica di Quaresima: mai Burlamacco s’era spinto così in là. Ormai, però, sono già andate in stampa diverse copie del manifesto disegnato da Lamberto Mazzoni con le vecchie date: quegli esemplari diventano una sorta di “Gronchi rosa” per i collezionisti. E a fianco della locandina ufficiale ce ne sarà un’altra, quella celebrativa dei 140 anni di Carnevale a firma di Paco Cacciatori.
Con la fine del Festival dei Rioni, adesso la canzone ufficiale uscirà dal Festival di Burlamacco: è “La mia favola”, scritta da Mario Bindi e interpretata da Massimiliano Marchetti e Giulia Distefano. Annullata per maltempo la cerimonia d’apertura, la Burlamacca viene issata poco prima del colpo di cannone del corso mascherato inaugurale, come accadeva negli anni Ottanta. Debuttano i nuovi Burlamacco e Ondina, ovvero Alessandro Servetto e Susy Cinquini. Due anni dopo, vince nuovamente Alessandro Avanzini, stavolta con “Minotauro”, davanti ai fratelli Bonetti e a Massimo Breschi.
Per le premiazioni e i fuochi d’artificio si va addirittura al lunedì di Pasquetta, in piena campagna elettorale. A maggio, poi, la senatrice del Pd Manuela Granaiola presenta un disegno di legge sui Carnevali, scritto assieme ad Andrea Marcucci, con un milione e mezzo di euro da destinare alla sola Viareggio. Ma Burlamacco tutti quei soldi dallo Stato non li vedrà mai. —
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