Il Tirreno

Versilia

massarosa 

No delle categorie alle sagre senza limiti «Concorrenza sleale»

Non piace l’ipotesi in campo per aiutare le associazioni Confesercenti: «Ulteriore colpo alla ristorazione»

2 MINUTI DI LETTURA





massarosa. Torna a far discutere la questione delle sagre. Le associazione che rappresentano i ristoranti non vedono di buon occhio la possibilità di aiutare le associazioni incrementando i giorni dedicati a queste manifestazioni.

«Alla vigilia del ritorno della Toscana in zona arancione, con la conseguente chiusura dei ristoranti che così perderanno anche il pranzo di San Valentino, stride non poco sentire parlare di sagre che non si potranno svolgere».

Confesercenti Toscana Nord, con il suo responsabile Versilia Daniele Benvenuti e con il responsabile del sindacato pubblici esercizi Fiepet Adriano Rapaioli, entra nel dibattito di questi giorni aperto su Massarosa dalla consulta delle associazioni di volontariato.

«Nessuno mette in discussione il valore sociale del volontariato e la sua importanza sul territorio - sottolineano Benvenuti e Rapaioli - e nessuno mette in discussione la necessità che il governo provveda a sostenere il Terzo settore con ristori ad hoc. Ma è difficile pensare che il problema delle associazioni di volontariato si risolva con decine e decine di giorni di sagre, a prescindere dalle normative Covid. È bene ricordare che una sagra è a tutti gli effetti un ristorante, con l’unica differenza non irrisoria che i suoi costi non sono nemmeno avvicinabili a quelli di un imprenditore. Se a qualcuna spaventa la parola concorrenza sleale - aggiungano i due dirigenti di Confesercenti Toscana Nord - ne possiamo usare un’altra, ma il senso non cambia. Anche se alle spalle ci sono associazioni di volontariato, le sagre sono iniziative esclusivamente di ristorazione e quindi in palese contrapposizione nei confronti di imprenditori che per ogni coperto pagano tasse e tributi. Stesso discorso vale per i circoli che dovrebbero somministrare esclusivamente ai soci e comunque anche loro soggetti a tassazioni non paragonabili a quelle dei ristoratori».

La conclusione: «Concordiamo con il sindaco Coluccini sulla necessità che siano trovate forme alternative di sostentamento per le associazioni oltre alle sagre. Anche nel caso che la prossima estate la pandemia allenti la propria morsa, sarebbe a nostro avviso un grave errore che l’amministrazione comunale prevedesse un calendario di sagre senza tenere conto della situazione disperata dei ristoratori. Molti dei quali, ad oggi, stanno facendo i salti mortali per arrivare in estate visti i bilanci pesantemente in rosso». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Toscana

Camaiore, addio a Giuseppe Vecoli: conosciuto commerciante con la passione per le moto

di Roy Lepore