Gioco
La pandemia fa male ai promessi sposi Nell’anno del covid crollano i matrimoni
Sono 215 le coppie che non si sono sposate nel 2020 rispetto all’anno precedente: un giro d’affari di 6,5milioni di euro
Cesare Bonifazi
Viareggio. Viene quasi da dire che il coronavirus non è solo nemico di ristoranti, palestre, cinema e teatri ma anche dell’amore. Nell’anno della pandemia in tutta Italia sono tantissime le coppie che hanno deciso di non sposarsi. Un calo che si è sentito anche in Versilia, da tempo meta anche di persone forestiere che decidono di celebrare la propria unione in riva al mare oppure tra le nostre colline. Se da una parte può sembrare che sia “solo” un fatto d’amore, è invece vero che il brusco calo dei sì ha messo in ginocchio le circa 350 aziende versiliesi che ruotano intorno al business dei matrimoni.
Andando ad analizzare i numeri possiamo vedere che nei nostri sette comuni ci sono stati ben 215 matrimoni in meno nel 2020 rispetto all’anno precedente e meno tre unioni civili. Se si è interessati a scoprire la statistica sul singolo comune, basta consultare la tabella di fianco. Da 466 nel 2019 a 251 nel 2019: un calo che si è attestato intorno al meno 46 per cento, tradotto in termini economici, significa un ammanco in termini economici di circa 6,5 milioni di euro in Versilia. Nel comparto infatti non ci sono solamente i ristoranti ma tutta quella filiera di aziende che si occupano dei dettagli più disparati: si va dalla stampa delle partecipazioni, ai fiori, passando per l’acquisto dei vestiti, delle bomboniere, l’affitto delle auto per andare alla cerimonia, il costo dei wedding planner. Insomma tutti quei piccoli servizi che costituiscono un settore dell’economia di casa nostra.
Nei mesi scorsi si è andato formando un vero e proprio sindacato, la Federmep, che raggruppa nello specifico le aziende e i professionisti che si occupano del settore matrimoni ed eventi. Il suo vicepresidente è Pasquale Mazzei, versiliese, che opera principalmente nella zona di Firenze. Dunque la Versilia è in prima linea per vedersi riconosciuta questa grave perdita di fatturato che coinvolge, come detto, settori molto diversi della nostra economia.
In generale, infatti, è tutto il settore degli eventi (battesimi, comunioni, compleanni, feste in genere) che ha subito un grave contraccolpo a causa della pandemia e delle chiusure. Secondo le stime di Federmep infatti nel 2020 si è assistito alla cancellazione di circa l’80% degli eventi previsti e a la perdita del fatturato si è attestata tra il 85% ed il 95% (con tantissimi operatori al 100%, e oltre, se si considera la restituzione degli acconti).
Inoltre, per la strutturale necessità di tempi di pianificazione medio-lungo e per la difficoltà dei clienti nel prendere degli impegni in uno scenario incerto, le prospettive oggi per il 2021 sono estremamente negative in quanto la mancanza di capacità di spesa diminuirà enormemente la domanda (si prevede un potenziale -65% rispetto ai livelli del 2019). Questo sta creando problemi che il comparto non è in grado di sopportare né assorbire. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
