Il Tirreno

Versilia

un settore alla disperazione 

I ristoratori: migliaia di prenotazioni in fumo senza San Valentino

M.T.
I ristoratori: migliaia di prenotazioni in fumo senza San Valentino

Vaiani: perdita grave per i nostri locali Vecciani: siamo esasperati, ora basta

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forte DEI MARMI. Millecinquecento prenotazioni in fumo. È quello che potrebbe succedere ai quattro locali targati Vaiani a Forte dei Marmi, se oggi verrà confermato che da domenica la Versilia – come il resto della Toscana – sarà in zona arancione.

«Abbiamo sempre cercato di tenere conto dell’emergenza sanitaria, adeguandoci a tutte le decisioni che venivano prese – spiega Marco Vaiani, esponente della notissima famiglia di imprenditori della ristorazione che a Forte possiede l’Osteria del mare, Pesce baracca, Fratellini’s e il Bistrot – Però quest’ultima disposizione fa male. Non tanto e non solo per l’aspetto economico, che è comunque importante. Piuttosto per l’organizzazione. Farci chiudere domenica per San Valentino è un gran danno: gestione dei clienti, logistica, tutto esaurito da giorni... È una cosa grave. Era più comprensibile far scattare la zona arancione da lunedì. Io spero che ci siano ancora dei margini, ma ho paura di no». Vaiani dice di voler fare da portavoce «per le famiglie che in qualche modo rappresentiamo con il nostro gruppo, perché lavorano con noi. Abbiamo 200 dipendenti, sono loro la parte più danneggiata quando non si lavora».

I ristoratori in generale dicono di essere alla disperazione. Si barcamenano tra ordini di cibo e bevande già fatti e in qualche caso già pagati, prenotazioni prese che verranno per forza di cose annullate e una sensazione di precarietà che impedisce una normale organizzazione del lavoro. «A questo punto – dice Stefano Vecciani, titolare del Fronte del porto a Viareggio e del Fiaschetto alla Bufalina – preferiremmo fare un lockdown di un mese, piuttosto che cambiare colore da un giorno all’altro. Non ne possiamo più». L’associazione Ristoratori Toscana, di cui Vecciani è rappresentante in provincia di Lucca, annuncia altre proteste clamorose. Forse già da domenica. «Ad oggi – dice il figlio del grande Dede – non abbiamo ricevuto aiuti degni di questo nome. Ci auguriamo che con il nuovo governo si cambi di passo: così non si può andare avanti».

Sul tema interviene anche Confcommercio. «La nostra associazione – afferma Sara Giovannini, direttrice di Confcommercio – già nelle settimane scorse aveva sollevato la questione delle tempistiche, sottolineando la necessità di avvisare con ampio preavviso decisioni basate su dati della settimana precedente, e dunque calcolabili in anticipo, e i cui risvolti incidono pesantemente su una attività imprenditoriale. Il caso più lampante oggi è quello dei ristoranti, molti dei quali hanno raccolto prenotazioni che li rendono “sold out” per il pranzo di domenica, giorno di San Valentino, senza sapere ancora adesso, a 72 ore di distanza, se potranno effettivamente rimanere aperti o meno». —

M.T.

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