Il Tirreno

Versilia

la curva in versilia 

Aumentano i nuovi contagi: 20 sono solo a Viareggio

M.T.

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viareggio. Non arrivano buone notizie della curva dei contagi Covid in Versilia. Sono in aumento: 36 i nuovi casi di positività al virus emersi ieri sul territorio. Mercoledì erano 20, martedì 14: tanto basti per capire che potrebbe esserci un nuovo picco. Fino a quanto e per quanti giorni, impossibile prevederlo.

Dei nuovi casi ben 20 sono solo a Viareggio. Otto sono a Camaiore, quattro a Massarosa, due a Pietrasanta, uno a Seravezza e uno a Forte dei Marmi.

Il numero dei ricoverati al Versilia, al momento, resta stabile: sono 45, di cui cinque in Terapia intensiva. È troppo presto per fare correlazioni: non si può dire, cioè, se a un aumento dei contagi non corrisponda un incremento dei ricoveri. Perché il virus può sviluppare forme gravi anche a distanza di giorni dalla positività riscontrata. L’impressione è che si dovrà aspettare marzo per capire l’entità di una terza ondata che ormai in molti (ma non tutti) danno per scontata. Di sicuro il Versilia mantiene ancora pienamente operativa tutta l’attività anti-Covid, compatibilmente con il resto delle prestazioni sanitarie. L’auspicio dell’Asl era di poter cominciare a incrementare l’attività no-Covid: al momento è un’ipotesi di lavoro ancora di là da venire.

Nel frattempo proseguono le vaccinazioni anti-Covid. Ieri al Terminetto sono iniziate le prime somministrazioni con le dosi inviate da Astra Zeneca. Duecento, tra insegnanti e appartenenti ai corpi di polizia e militari, i versiliesi sotto i 55 anni che hanno ricevuto la prima dose. Tra oltre due mesi, ma l’indicazione precisa è 12 settimane, faranno il richiamo e a quel punto potranno dire di essere protetti dal virus. Non in senso assoluto, perché il vaccino Astra Zeneca è meno efficace di Moderna e Pfizer, ma dalle forme più gravi del Covid. È la differenza che passa tra una febbre più o meno alta con tosse e raffreddore e un ricovero in ospedale con un’ossigenazione non adeguata dei polmoni. Che può portare, nei casi peggiori, alla morte. Basta questo per far capire agli scettici che non è il caso di far polemica.

È vero, però, che agli anziani e alle persone in condizioni di salute più fragili serve la vaccinazione con Pfizer e Moderna. Gli anziani sopra gli 80 anni saranno chiamati a partire da lunedì per sottoporsi alla vaccinazione direttamente con i medici di famiglia. Sono 13.500 circa i versiliesi residenti che hanno dagli 80 anni in su: sono un centinaio a testa per ogni medico di famiglia. Se il programma andrà avanti in maniera corretta, e se non ci saranno nuovi ritardi nella consegna dei vaccini, a marzo si potrà concludere l’operazione anche con i richiami. E avviare nel frattempo la vaccinazione dei malati cronici: diabetici, cardiopatici, oncologici. Una volta protetti questi, la fase più grave dell’emergenza sarà definitivamente alle spalle. Ma c’è ancora un pezzo di strada da fare. —

M.T.

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