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lido di camaiore 

Rapina un anziano in casa: condannata 19enne

Cesare Bonifazi

Quattro anni con il rito abbreviato. La giovane da due mesi è in una comunità terapeutica a Bologna dove sconterà la pena

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Cesare Bonifazi

Lido di Camaiore. Lei ha solo 19 anni, mentre il fidanzato ne ha 21 anni. Eppure nella notte tra il 4 e il 5 marzo non hanno esitato ad aggredire e derubare un pensionato benestante di 68 anni che li aveva invitati nella sua casa di Lido di Camaiore. Nella giornata di martedì Valentina Berisa, di Lido di Camaiore è stata condannata a quattro anni dal gup del tribunale di Lucca Alessandro Trinci. Per lei si è svolto il rito abbreviato: le accuse a suo carico erano di rapina pluriaggravata, lesioni volontarie aggravate e tentativo di violenza privata. La ragazza era difesa dall’avvocata Valentina Zinzio.

I fatti avvengono nella notte tra il 4 e il 5 marzo scorso, poco prima del lockdown. Berisa e il fidanzato, Giuseppe Esposito, di Viareggio, da tempo frequentano il pensionato lidese che avevano conosciuto in un locale sul viale Colombo di Lido di Camaiore. Tra i tre era nato un rapporto stretto di fiducia al quale si era accompagnata un’assidua frequentazione. L’uomo era solito dare una sorta di “aiutino” ai due giovani “amici” sotto forma di denaro. Ma la sera dei fatti le cose non vanno come i giovani avevano previsto: nell’abitazione dell’anziano, in una traversa del viale Colombo, passano una serata tranquilla: conversano, bevono un bicchiere di spumante ma qualcosa fa scattare il 21enne.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la molla dell’aggressione sarebbe scattata con il rifiuto dell’anziano di dare nuovamente denaro. Ne scaturisce una colluttazione durante la quale il giovane aggressore non esita a conficcare un coltello nella coscia della sua vittima. Ancora una richiesta di soldi, l’uomo viene colpito al volto e poi il coltello viene puntato al petto. L’anziano, ferito, non può fare a meno di dare tutto quello che ha in quel momento: poco più di una decina di euro, una cifra molto inferiore rispetto alle richieste della coppia che decide a quel punto di andarsene da quella casa, non prima però di aver minacciato l’uomo di tornare in caso avesse fatto denuncia. La vittima, spaventata, sul momento decide di rispettare la raccomandazione della coppia per paura di una ritorsione. Ma la ferita è grave e l’anziano è costretto ad andare in ospedale. Lì deve raccontare ciò che è successo e identifica i suoi aggressori tramite foto segnaletiche. La coppia, supponendo che ci siano delle indagini in corso nei loro confronti e temendo di essere scoperti, dopo qualche tempo, in piena notte, bussa di nuovo alla porta dell’uomo il quale decide di non aprire. È a quel punto che le indagini prendono una svolta che porta all’arresto avvenuto il 13 maggio scorso.

Berisa già due mesi fa aveva trasformato la sua misura cautelare in un percorso di riabilitazione in una comunità terapeutica di Bologna dove sconterà la pena in attesa dell’appello che verrà chiesto dall’avvocata di lei. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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