Lutto
Il caso Bernardi nelle mani del segretario comunale
Luca Basile
pietrasanta. Sarà il segretario comunale a fare chiarezza sulla legittimità della permanenza, o meno, di Adamo Bernardi in Comune come capo di gabinetto del sindaco.
«Abbiamo posto un quesito, se chi amministra non farà appunto chiarezza, chiederemo al segretario di pronunciarsi. Bernardi dal 5 gennaio scorso è andato in pensione: per quanto ci riguarda non può continuare ad esercitare il suo attuale ruolo in Comune a Pietrasanta», è il pensiero del Pd e del suo capogruppo Ettore Neri al quale risponde il sindaco Alberto Giovannetti.
«Bernardi resta. Punto. Forse Neri vorrebbe prendere il suo posto». Parole, quelle in replica del primo cittadino, a margine di un caso che va decisamente ben oltre la polemica di palazzo per una mera questione di posizione professionale: Bernardi, dopo avere infatti preso l’aspettativa dal suo impiego nel comune di Seravezza, ha ricoperto l’incarico di capo gabinetto del primo cittadino per 16 anni su 21: prima con Massimo Mallegni poi rivoluto al posto di comando da Giovannetti.
Gli vengono riconosciute doti di operatività e pragmatismo, ma è noto anche il suo coinvolgimento e peso politico nella maggioranza pietrasantina – non sempre condiviso negli anni dai vari sodali del centrodestra – e un ruolo di primo piano nel contesto di Forza Italia tanto che da settimane si parla di una sua candidatura a Sindaco alle prossime elezioni a Seravezza. Una figura, in sostanza ingombrante e importante, quella di Bernardi: una sua eventuale e obbligata uscita di scena dal municipio avrebbe inevitabili ripercussioni sugli equilibri del governo cittadino. Con il Pd che non ne fa solamente una questione di etica, ma anche di regolamenti da rispettare.
«Il 5 gennaio scorso il Comune di Seravezza ha licenziato il proprio dipendente Adamo Bernardi per raggiunto limite dei 65 anni di età congiunto al raggiungimento del massimo contributivo. In conseguenza al collocamento di Bernardi in quiescenza, scatta anche per il Comune di Pietrasanta l'obbligo immediato di chiudere il rapporto di lavoro instaurato. Servirebbe – aggiunge Neri – una scelta netta di trasparenza e di etica, ma una certa deontologia uno ce l’ha o non ce l’ha e qui non mi sembra che la questione sia stata presa in considerazione. Detto questo, a nostro parere, ci sono anche e soprattutto elementi a livello normativo che impongono al Comune e al sindaco di fare attenti valutazioni sulla posizione di Bernardi: è sufficiente entrare nel merito dell’articolo 5 del decreto leggo 95 del 2012 con il Comune che non può attribuire alla persona in pensione incarichi di studio e di consulenza né tantomeno incarichi dirigenziali. L’unica via di uscita, se vogliono mantenere Bernardi al proprio posto - sottolinea Neri - è quella di licenziarlo per poi riassumerlo alle condizioni previste dalla normativa di riferimento. Questo è il nostro punto di vista e da qui la domanda sulla posizione di Bernardi: se non arriveranno risposte non ci resterà altro che chiamare in causa il segretario comunale. Va assolutamente fatta chiarezza». —
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