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la protesta 

Viale dei Tigli chiuso per maltempo e i chioschi muoiono

D.F.
Viale dei Tigli chiuso per maltempo e i chioschi muoiono

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viareggio. Ogni volta che la Regione Toscana dirama un’allerta meteo, il Comune di Viareggio chiude il viale dei Tigli per il pericolo di caduta piante. Ma sullo stesso viale insistono quattro chioschi, dei quali almeno tre stanno faticosamente cercando di rimanere aperti anche in questa stagione, pur in tempi di restrizioni anti pandemia da Covid-19 che hanno duramente provato le attività di ristorazione ancora chiuse a partire dalle 18. Ieri è stata l’ennesima domenica di sbarre abbassate sul viale dei Tigli e ordinanza di chiusura della strada a mezzi e persone. «Fatichiamo a spiegare ai clienti che arrivano da fuori come raggiungere i chioschi con la strada chiusa». racconta al Tirreno Domenico Calsabianca che con la moglie gestisce il chiosco “L’Oste matto”. «Già c’è la pandemia e non si può lavorare», continua la protesta di Calsabianca, «e la sera non si può lavorare. Se poi, anche a pranzo c’è da fare la guerra per poter lavorare va a finire che così moriamo sul serio».

I chioschi delle pinete di Levante e Ponente insistono sul demanio comunale, il cui importo non viene certo ridotto alle attività commerciali a seguito delle giornata di chiusura della strada a causa degli allerta meteo. Proprio perché si tratta di concessioni che il Comune di Viareggio incassa, sarebbe indispensabile che lo stesso Ente garantisse ai propri “affittuari” la piena disponibilità dell’area concessa.

Inoltre – da tempo lo sottolineano i ristoratori della zona – non si tratta certo di un’area infinita. E con tutti i censimenti commissionati dal Comune sullo stato delle alberature cittadine, pericolose e non, un’idea sullo stato delle piante nella zona dei chioschi ormai il Comune avrebbe dovuto farsela. Se così non è o non è possibile, forse sarebbe opportuno affidare la manutenzione del primo tratto del viale dei Tigli direttamente ai concessionari, scontando le spese sostenute dai costi delle concessioni. Certo è – conclude Calsabianca – «che una qualche soluzione va trovata e non può essere quella della chiusura del viale». —

D.F.

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