Sicurezza
Carnevale 2007: Avanzini vince fra le polemiche: «Questo non è Carnevale»
Sul suo carro brani e coreografie lontane dalla tradizione Intanto dopo il caso Raciti, il calcio italiano riparte da Viareggio
Simone Pierotti
Claudio Vecoli
L’anno del trionfo di Alessandro Avanzini che fa incetta di premi e, inserendosi in un solco in parte già tracciato dai Lebigre e da Gionata Francesconi, riscrive il concetto di carro del Carnevale. L’anno dei fuochi d’artificio posticipati di un giorno, a causa del maltempo che sciupa l’ultimo corso. L’anno dei Carnevalari, che s’inventano il Festival di Burlamacco e animano la cerimonia d’apertura. Eccolo, in estrema sintesi, il 2007 di Viareggio e del suo Carnevale.
Un anno che si apre con un altro antipasto dei corsi mascherati: dopo il redivivo Festival dei Rioni e la Puccini Marathon, concepita nel 2005 dal comitato rionale di Torre del Lago, ecco il Festival di Burlamacco grazie ai Carnevalari. Sono loro a portare avanti un’idea che rischiava di morire a causa di dissidi fra la Fondazione e Rete Versilia – una competizione canora per cantanti emergenti. Va in scena il 19 e 20 gennaio al teatro Jenco e la risposta del pubblico è subito incoraggiante: la conduzione è affidata ad Andrea Paci, Silvia Gragnani, Paolo Jellersitz e Luca Bonuccelli. Quest’ultimo, a 22 anni, è l’ideatore della partecipatissima cerimonia d’apertura che il 3 febbraio porta sui viali a mare, secondo le stime della Fondazione, 20mila curiosi: ospite d’onore è il conduttore televisivo Fabrizio Frizzi e quell’anno Burlamacco si lega a Telethon. Un connubio ribadito nel manifesto ufficiale disegnato da Massimiliano Bufacchi e Katja Unger Fornaro.
Come canzone, la Fondazione recupera un successo di Egisto Malfatti, Polvere di sole: forse anche per una sorta di dualismo con il Festival di Burlamacco, sarà l’ultima volta che succede. Dall’anno successivo, il brano ufficiale uscirà infatti dal Festival dei Rioni che in quel 2007 finisce nell’occhio del ciclone: a vincere è Adriano Barghetti, consigliere della Fondazione che organizza il concorso, con un brano già presentato due anni prima allo Sprocco a Pietrasanta.
Impossibile, poi, non rammentare il calvario vissuto in quei giorni dal Cgc Viareggio e dal suo torneo mondiale di calcio giovanile. Venerdì 2 febbraio muore durante gli scontri nel derby Catania-Palermo l’ispettore di polizia Filippo Raciti: tutte le attività calcistiche in Italia, dalla Serie A ai Pulcini, sono sospese. Anche l’imminente torneo, che rischia però il tracollo economico. Dopo giorni di mediazioni con i palazzi romani – viene scomodato perfino Giulio Andreotti, amico dell’ex presidente del Cgc Paolo Giusti – la Coppa Carnevale inizia, seppur a porte chiuse, il mercoledì: è un momento storico, perché il calcio italiano riparte proprio da Viareggio. Un’edizione travagliatissima, segnata anche dalla fuga di sei giocatori senegalesi e dalla maxirissa fra Genoa e Real Arroyo Seco, che però finirà con un bel pienone di pubblico alla vigilia del martedì grasso. E qui la Rai per la sua confermata ora di diretta televisiva da Viareggio trasmette un corso mascherato vero e proprio dopo l’esperimento del 2006: diventerà un appuntamento fisso, grazie anche al fondamentale apporto di Guido Niccolai dell’Apt Versilia.
Intanto tornano in gara Arnaldo Galli, Gilbert Lebigre e Corinne Roger che rappresentano addirittura loro stessi in Si va a morì e po’ si torna – rimane storico un servizio del Tg5 in cui i faccioni dei costruttori vengono erroneamente scambiati per Vladimir Luxuria e Umberto Bossi, «peraltro scarsamente somiglianti» -, restano fuori concorso i fratelli Cinquini, Enrico e Roberto Vannucci e Carlo Lombardi. Agli ultimi due viene affidata la realizzazione di dieci ‘burlakioski’ (costo complessivo 220mila euro), dei gabbiotti con il volto di Burlamacco da affittare nei giorni delle sfilate: sarà un flop. Ma il botteghino, dopo anni difficili, torna almeno a sorridere: il terzo corso, storicamente foriero di grandi incassi, fa registrare il record nell’era della moneta unica con 520mila euro.
Il 2007 è dunque l’anno di Alessandro Avanzini: il suo Avanti miei Prodi ammalia le giurie e non passano certo inosservati i costumi da kolossal, la colonna sonora priva di canzoni carnevalesche ma con brani di Vangelis, Pook e Shostakovich e le coreografie. Tanti applaudono. E altrettanti criticano, parlando di abbandono delle tradizioni carnevalesche. «Se si vuole che i carri si trasformino in palcoscenici viaggianti, allora anch’io mi adeguerò e al posto di carpentieri e movimentisti ingaggerò una compagnia di ballo», chiosa polemicamente Fabrizio Galli dopo la lettura dei verdetti. «Il prossimo anno tutti a scuola di teatro, anzi, da ‘Amici’ di Maria De Filippi».
In coda, qualche altra polemica: i rioni si ribellano all’ipotesi di un’edizione 2008 posticipata di una settimana rispetto alle date che la Quaresima imporrebbe, il Comune di Camaiore vorrebbe prendersi i bellissimi cavalletti realizzati da Arnaldo Galli per Piazza Mazzini e incomprensibilmente smontati, il Comune chiede oltre tremila euro di danni alla Fondazione Carnevale, imputando alla sabbia scavata in occasione delle sfilate il mancato funzionamento degli irrigatori anti sabbia. —
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