Il Tirreno

Versilia

Mazzoni e la preistoria del corso mascherato «Nasce nel 1921, insieme alla festa»

elena torre

Lo storico dell’arte ricorda alcuni aneddoti della manifestazione «La giuria del 1930 era composta da Zacconi, Regoli e Conti» 

3 MINUTI DI LETTURA





l’intervista

elena torre

Riccardo Mazzoni è come lui stesso scrive, scrittore, ricercatore, regista e follettologo, evocatore di fantasmi soprattutto femminili e spirito libero. Non è raro vederlo camminare carico di cartelline e fogli per le strade della Versilia a caccia di storie. E in questo periodo non può che focalizzare la mente sul nostro carnevale... Ma quando inizia? «Come credo di aver abbondantemente dimostrato con i miei studi e le mie pubblicazioni – in particolare il saggio che ha innescato tutta una serie di approfondimenti "Dall’aneddoto alla fonte: documenti per una riscrittura della “preistoria” del Carnevale di Viareggio”, apparso nel catalogo della mostra “Arte fra le maschere” nel 2009 a Palazzo Paolina – il Carnevale come lo viviamo e lo intendiamo ancor oggi è un'invenzione del 1921, "un'invenzione turistica fondata su un'anima popolare" come l'ho definita nel saggio suddetto, elaborata sulla base di alcune felici esperienze d’anteguerra (segnatamente nel 1905 e nel 1911), alternate tuttavia ad anni in cui i festeggiamenti non ebbero nemmeno luogo, ciò che smentisce una presunta continuità dalla data canonica di fondazione, il 1873: tale anno risulta frutto di una convenzione sedimentatasi negli anni Venti del Novecento nell’intento evidente di conferire identità e dignità storica a una manifestazione allora in rapida affermazione».

Ci racconta un aneddoto legato al carnevale?

«Gli aneddoti sarebbero infiniti. Da storico dell’arte e dello spettacolo mi ha sempre colpito la qualità delle giurie a cavallo tra gli anni Venti e Trenta del Novecento; quella del 1930 ad esempio era composta da sole tre persone ma nientepopodimeno che Ermete Zacconi, Leopoldo Fregoli e Primo Conti, peraltro viareggini d’adozione».

Ci dica una cosa che ha scoperto e che proprio non si aspettava.

«L’intensa festa notturna all’aperto che fin dal 1921 e poi negli anni successivi si teneva nella grande piazza dove oggi è collocato il palazzo comunale anticipa per modalità, atmosfera, spirito, partecipazione le feste rionali e in particolare il baccanale della Darsena. A essa si assommavano i favolosi veglioni danzanti. Non dimentichiamoci che a quell’epoca Viareggio era durante le stagioni estive la capitale dello spettacolo italiano; questa dimensione estetica finiva per coniugarsi con l’espressività popolare dando vita a una sintesi estremamente suggestiva proprio nelle manifestazioni carnevalesche, canzoni comprese».

Qualcosa sui 100 anni della coppa?

«Il celebre aneddoto sulla richiesta della prima canzone ufficiale a Giacomo Puccini è giunto a noi tramandato oralmente e dunque è ammantato da un alone di leggenda; nelle fonti dell’epoca non ce n’è traccia: nelle cronache giornalistiche si parla subito entusiasticamente dell’incarico a Sadun su testo di Lelio Maffei - ebbe un successo strepitoso: in un articolo si parla del popolo che di bocca in bocca ripete quella che viene già considerata la “sua” canzone. Una simpatica curiosità: è nota la versione politicizzata che ne trasse Gino Guidi contro la spedizione punitiva delle squadre fasciste nei confronti della Lega dei Maestri d’Ascia e Calafati; tuttavia fu anticipata da un’altra versione, riportata dal settimanale “Il Libeccio”, in un numero immediatamente successivo al Carnevale del 1921, per festeggiare l’approvazione della prima legge italiana in difesa dell’ambiente che, pochi lo sanno, fu redatta da Giovanni Rosadi, che aveva un villino a Viareggio, ispirandosi alla battaglia condotta per la salvaguardia della pineta. La prima strofa recitava così: “L’onorevole Rosadi / Dal palazzo del Senato / Ha così telegrafato / Viareggini hip hip hurrà / La bellissima pineta / Patrimonio comunale / È giardino nazionale / Il Governo vuol così”». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web