Sicurezza
Corsa e flessioni nel parcheggio della ex piscina comunale
Sono i ragazzi e le ragazze della Atletica Torre del Lago, hanno tra gli undici e i 18 anni e ad allenarli è Giovanni Sori coadiuvato da Arturo Merlini
viareggio. L’appuntamento è alla ex piscina comunale, nel primo pomeriggio. No, non si nuota. Si corre. Nel parcheggio abbandonato. Dove si ritrovano i ragazzi e le ragazze della “Atletica Torre del Lago” allenati da Giovanni Sori, coadiuvato da Arturo Merlini, nipote di nipote di Arturo Maffei, azzurro junior nei 100 metri con i colori del Cgc. Hanno dagli undici ai 18 anni e arrivano alla spicciolata, ciascuno con il proprio tappetino ripiegato sotto il braccio. Lo spazio è tutto per loro, nonostante qualche sporadica auto. «Avevo delimitato la zona con i birilli per indicare che si stava svolgendo l’attività sportiva», racconta Sori: «Ma sono arrivati i vigili e ce li hanno fatti togliere». Eppure, da quando la piscina è chiusa, il parcheggio è in disuso e anzi, la presenza dei giovani sportivi, bilancia quella degli spacciatori che hanno occupato la pineta.
I mici del vicino gattile si stiracchiano al primo sole, grati delle temperature più miti. I giovani atletici corrono, eseguono flessioni e stiramenti, oltre agli esercizi di agilità. Sori li incalza, non li molla. Sono le promesse della atletica locale. Uno di loro, Giorgio Vecoli, 16 anni, velocista «che per poter andare avanti nello sport indossa la maglia della “Virus Lucca”», ricorda Sori, sabato prossimo affronta la prima gara a Firenze, campionati regionali, titolo per le “promesse”. Dopo aver dovuto saltare l’esordio a causa del primo lockdown.
Una sessantina gli iscritti agli allenamenti di Giovanni Sori, nonostante ormai da anni manchi uno spazio adatto, un impianto sportivo vero. «Servirebbe però un po’ di vigilanza, un po’ di manutenzione dell’area», sottolinea Sori che aggiunge: «Così da non creare timori nelle famiglie». Anche perché tutta l’area tra Palasport ed ex piscina comunale è diventata zona preferita per gli allenamenti all’aperto, gli unico consentiti dai protocolli anti contagio da Covid-19. A utilizzarla, oltre all’atletica, sono le scuole superiori e anche scuole di danza che utilizzano il parcheggio più vicino al Palazzetto dello sport dove un tempo veniva allestito il Luna Park.
«Basterebbe delimitare l’area che le auto non utilizzano più», suggerisce Paolo Bertozzi, gestore della palestra del Palazzetto, «prendendo atto della esigenza di spazi per lo sport che al chiuso ancora non si può svolgere, causa pandemia». —
Donatella Francesconi
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