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Centro congressi all’ex cooperativa Ecco il progetto contro il degrado

Luca basile
Centro congressi all’ex cooperativa Ecco il progetto contro il degrado

L’amministrazione lo ha commissionato allo studio Quiriconi Prevede anche un parcheggio al posto dello stadio

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pietrasanta. Un centro congressi, un audiotorium, uno spazio espositivo, negozi e alcune centinaia di posti auto in dote. Il progetto di fattibilità che incornicia e “rigenera” il complesso dell’ex Cooperativa di Consumo evoca scenari distanti anni luce dal degrado, attuale, che caratterizza lo stato strutturale di un edificio che ha fatto la storia di Pietrasanta.

Nei giorni scorsi scrivevamo della voragine che si sta allargando nel tetto della ex Cooperativa con vista su piazza Matteotti: una ferita che fa male a tutta una comunità e che è figlia di anni di disinteresse. Il segnale che arriva dall’amministrazione Giovannetti, che ha affidato allo studio Quiriconi appunto un progetto di fattibilità, potrebbe segnare finalmente una svolta, anche se per recuperare e valorizzare la struttura servono soldi. Tanti soldi.

«L’idea del Comune è di farsi trovare pronto con un progetto già definito nel caso dovessero arrivare fondi europei o ancora per condividere un percorso con i privati. Un’impostazione che ritengo opportuna» fa sapere Andrea Quiriconi, referente dello studio omonimo che poi entra nel dettaglio del progetto. « In questa fase stiamo completando l’indagine storica di un edificio che riteniamo di grande importanza per la città: la nostra idea non e’ quella di abbattere o cancellare quello che è stato, ma di “rigenerare” gli ambienti riorganizzando i percorsi, agendo in sinergia con il territorio per poi puntare su realtà di livello. Un centro congressi e un auditorium, quindi, ma anche uno spazio dedicato all’arte e ambienti finalizzati all’attività commerciale». Oggi, precisa Quiriconi, «non è possibile parlare di stime, numeri e metrature utilizzabili, saremo più esaustivi una volta completato il progetto. Gli spazi vanno adeguatamente armonizzati, ma quello che sta emergendo e’ l’enorme potenzialità dell’ex Cooperativa».

Progetto che prevede - parliamo di un “tormentone” che va avanti da anni rilanciato da Mallegni prima e Giovannetti poi – anche la chiusura dello stadio da destinare a parcheggio. «Un’area di sosta in questa sede attigua al centro congressi la riteniamo fondamentale per supportarne l’attività. Non sarebbe un intervento particolarmente invasivo – – visto che il parcheggio si svilupperebbe su due piani e sarebbe, a suo modo, “ vivibile” con zone di passeggio». Numeri, Quiriconi, non ne vuole dare anche se per il parcheggio allo stadio si parla di 400-500 stalli auto mentre per il centro congressi - con il Comune che ipotizzava capienze fino a 1.500 posti - si va verso un ridimensionamento. Rimettere mano all’ex Cooperativa significa investire diversi milioni di euro, «l’importo non è stato ancora definito» ribadisce Quiriconi che però assicura una brevità nella tempistica, «con la tecnologia attuale in due anni sarebbe pronto». Un fatto è certo: l’attuale degrado non è più accettabile. Fino alla metà degli anni ’50 quello di Pietrasanta, come ben descritto nel libro di Giuliano Rebechi, era il terzo complesso cooperativo nel consumo d’Italia. Solo l’Act di Torino e le Cooperative Operaie di Trieste erano più grandi. «In un solo anno, il 1949, gli incassi dei 130 spacci e negozi Coop presenti nelle province di Lucca, Massa Carrara e Pisa arrivarono a sfiorare il miliardo e mezzo di lire. Cifra enorme per quel tempo» si legge in un documento. Una storia che merita un epilogo dignitoso, non la vergogna attuale. —

Luca basile

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