Sicurezza
Basta un filo tirato e le bambine del Volley tornano in cortile
Le “Jenchine”, dai sei agli undici anni, si sono allenate all’aperto ieri per la prima volta da mesi tra sorrisi, guance rosse ed emozioni ritrovate
Donatella Francesconi
viareggio. Sorrisi, guance rosse, i giubbotti appesi alla cancellata, il filo tirato in mezzo al cortile: le “Jenchine” della pallavolo ieri mattina sono tornate per la prima volta da mesi a palleggiare all’aperto. «Avremmo potuto anche piazzare la rete», racconta l’allenatrice Chiara Spina, al lavoro insieme a Lisa Masoni e Giulia Pesce, atlete della prima squadra, serie C regionale: «Ma abbiamo scelto il filo nel cortile, per il valore che ha la riscoperta di questi spazi, oggi che viviamo questi tempi». In un tripudio di giallo-primavera, dalle magliette ai palloni utilizzati, Sara, Rubina, Viola, Alessia, Elena, Sara Maria e Saretta, tutte in quinta elementare, età compressa tra dieci e undici anni, non stanno nella pelle. In questi mesi si sono allenate on line, racconta la loro allenatrice che è stata implacabile. Alla domanda su come sia stato il ritorno al palleggio sotto il cielo, gli occhi si illuminano: «È stato bello perché non ci vedevamo da tre mesi». Ma anche «divertente», anche se qualcuna sostiene «abbiamo fatto fatica oggi», e tutte – quasi in coro – affermano: «La pallavolo è uno sport di gruppo che ti lega alle persone. E poi noi siamo amiche».
Rispettando rigorosamente il protocollo di ingresso, con consegna di auto dichiarazione, misurazione della temperatura e igienizzazione delle mani, una bambina alla volta ha varcato il cancello della scuola media Jenco, grazie alla disponibilità della dirigente scolastica Barbara Caterini, correndo forte fino a raggiungere la propria postazione.
Sabato prossimo, il 13 febbraio, la pallavolo delle più grandi torna a gareggiare: campionato 2020/2021 serie C, mini gironi di sei squadre ciascuno, in quello “E” il primo avversario delle ragazze viareggine è il Grosseto. «Non ci siamo mai fermati», racconta al Tirreno Bruna Piacentini, ex giocatrice di serie A che tra gli anni ‘70 e ‘80 ha calcato il parquet del Palasport “Barsacchi” con la storica Cgc Volvo Penta: «Applicando protocolli anti contagi strettissimi abbiamo continuato gli allenamenti perché rientravamo tra gli sport di interesse nazionale. E vanno bene anche lo iscrizioni al “Summer Camp” che lo scorso anno è saltato tanto che abbiamo dovuto restituire ben 150 iscrizioni». Un’esperienza estiva che tra palestra e spiaggia attira giovani atleti perfino dalla Svizzera.
Allenamento in cortile come un modo per «destrutturare il concetto di sport», sono le parole di Vittorio Bertini, alla guida delle ragazze “Jenco” della serie C: «Perché ci sono atleti giovani che fin dalla tenera età sono “viziati” e hanno pretese sempre superiori». Dello spettacolo offerto dalle “Jenchine” ieri mattina, sottolinea il coach Bertini «bisogna dare il merito a Chiara Spina che è sempre in prima linea». Parola di allenatore ma anche di padre di una giovanissima maglietta gialla, Isabella, 7 anni: «Quando a novembre scorso erano riuscite ad allenarsi in cortile, l’emozione le è durata come carica energetica anche per i giorni successivi».
L’inverno della seconda ondata di pandemia ha visto il ritorno degli allenamento della pallavolo al Palasport, dato che la palestra dell’Istituto superiore “Carlo Piaggia” non è stata resa disponibile «a causa di motivazioni di sicurezza legate all’emergenza Covid-19», si legge sul sito della “Jenco Volley School Viareggio” che quest’anno compirà 35 anni di attività. Il ringraziamento è tutto per il Cgc e per il suo presidente, Alessandro Palagi.
Palasport che è diventato sempre più il cuore della attività sportiva al chiuso ma anche all’aria aperta. Tanto che nella zona tutta intorno – un’area davvero da ripensare ai fini dello sport – ci si allena da soli o in compagnia sia la mattina che il pomeriggio, complice temperature che potrebbero davvero fare di Viareggio meta privilegiata del turismo sportivo di ogni tipo e per ogni età. —
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