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Versilia

Il comitato per la pineta al Comune: "No a tagli indiscriminati, serve uno studio serio"

Il comitato per la pineta al Comune: "No a tagli indiscriminati, serve uno studio serio"

Le associazioni ambientaliste chiedono un intervento mirato per la cura del verde: "Bisogna affidare i servizi di progettazione e di realizzazione dei lavori a personale qualificato"

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VIAREGGIO. Troppi tagli a macchia di leopardo "senza un'evidente motivazione" che non servono a “preservare l‘incolumità pubblica” e  tanto meno sono ”in un’ottica di valorizzazione ambientale”. A dirlo è il comitato sulla pineta che riunisce le associazioni ambientaliste locali (Amici della Terra Versilia, Legambiente Versilia, Wwf Alta Toscana, Comitato per la salvezza della pineta). Chiedono al Comune di Viareggio di "adeguarsi ai criteri ambientali minimi (Cam) previsti dal decreto ministeriale"  sul servizio di gestione del verde pubblico e la fornitura di prodotti per la cura del verde, d’obbligo dal  2020  per i comuni superiori ai 25mila abitanti. E quindi di "affiancare il servizio di rilievo cartografico di controllo della stabilità arborea a uno studio sullo stato di salute del patrimonio arboreo, rilevandone le criticità, pianificando interventi mirati a mitigarne gli eventuali problemi con opere di recupero e di restauro, rinunciando a potature drastiche e invasive come capitozzatura e cimatura che sono un’importante causa di senescenza e stramazzo degli alberi".

Le associazioni ambientaliste chiedono: il censimento del verde, il catasto degli alberi, il bilancio arboreo e il piano del verde,  "provvedendo per l’affidamento dei servizi di progettazione e di realizzazione dei lavori - si legge in una nota - a personale qualificato, di comprovate competenze tecnico professionali, periodicamente formato, adottando trasparenza sui criteri con cui vengono scelti i professionisti e le aziende appaltanti. Buone regole da applicare non solo al verde pubblico ma anche a quello privato".

Inoltre, per garantire la tutela del patrimonio paesaggistico e ambientale, chiedono di attuare le buone pratiche previste dallo stesso decreto. Cioè di "promuovere connessioni tra il territorio e il  sistema dei giardini e delle aree verdi della città attraverso l’istituzione di corridoi ecologici; mettere a dimora  specie vegetali tipiche del territorio che contribuiscono alla sua identità; adottare misure per il rispetto della fauna, ricordando che le grandi chiome oltre a mitigare le elevate temperature estive offrono nidificazione e rifugio ad uccelli e piccoli mammiferi come scoiattoli e ghiri; promuovere la comunicazione tra gli uffici e la partecipazione e il coinvolgimento della cittadinanza  per diffondere la cultura del verde  e la sua cura".
 

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