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Versilia

Carnevale di Viareggio

2006: torna la Rai col corso in diretta E trionfa Zapatero

Simone Pierotti Claudio vecoli
2006: torna la Rai col corso in diretta E trionfa Zapatero

Il leader spagnolo vince sia nei carri grandi che fra i piccoli E per la prima volta una donna firma il manifesto ufficiale

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Simone Pierotti

Claudio vecoli

Carnevale fa rima con Mondiale, rigorosamente con la maiuscola. E non poteva essere altrimenti soprattutto in quel Mondiale del 2006, poi vinto a sorpresa da un’Italia sconquassata dallo scandalo Calciopoli e guidata in panchina da un viareggino come Marcello Lippi. E il commissario tecnico venne debitamente festeggiato nella sua città natale con una grande festa in piazza Mazzini, con tanto di scenografia carnevalesca – il complesso d’apertura di Arnaldo Galli, Gilbert Lebigre e Corinne Roger – e un rifacimento ad hoc di “Su la coppa di champagne”. Lo stesso Lippi presterà poi il proprio volto per la campagna di azionariato popolare lanciata dalla Fondazione Carnevale, destinata però a naufragare.

La sbornia di Viareggio per uno dei suoi figli più illustri aiuta a mitigare gli ormai cronici malumori e problemi di bilancio che da tempo accompagnano la gestione del Carnevale. E una delle condizioni che nel 2005 erano state poste per proseguire con i vertici della Fondazione in carica in quel momento è l’affiancamento al presidente Elio Tofanelli di un coordinatore organizzativo: è Guido Bimbi, già inviato de L’Unità. Una convivenza non sempre facile, come emergerà alla fine delle sfilate.

La buona notizia è che le entrate effettive supereranno lievemente quelle previste – più 73mila euro – e che la Lotteria del Carnevale mostra un timido segnale di ripresa – 55mila biglietti venduti in più per un totale di 371mila tagliandi, comunque una miseria rispetto alle vacche grasse degli anni Ottanta e Novanta. Ma, per far fronte ai passivi del 2003 e del 2004, il fondo di dotazione della Fondazione Carnevale è stato di fatto prosciugato. E anche per questo motivo si ricorre nuovamente a un (tacito) blocco del meccanismo degli avanzamenti e delle retrocessioni e al ricorso alle cosiddette opere sostitutive: per il secondo anno consecutivo rimangono fuori concorso i campioni del 2004, ovvero Arnaldo Galli, Gilbert Lebigre e Corinne Roger che si cimentano nel complesso d’apertura “Al cospetto del dio soldo non c’è più religione”. Fuori dai giochi anche Roberto Vannucci e Carlo Lombardi, che realizzano a quattro mani il carro fuori concorso “La macchina del tempo” oltre ai nuovi ingressi – 100mila euro, che graveranno però sul bilancio del 2007 – e alla struttura che accoglie chi entra alle sfilate da piazza Mazzini, la famosa Uccellona – costo 190mila euro – progettata da Fabrizio Del Tessa e Gianni Merlini che negli anni, sarebbe dovuto diventare la prima pietra di un ipotetico parco tematico del Carnevale.

Tra i protagonisti di quel 2006 c’è, indubbiamente, il movimento dei Carnevalari che assume questa definitiva denominazione: inizia a far stampare oltre cinquemila riproduzioni della Burlamacca, la bandiera che sventola nel mese di festa sul pennone di piazza Mazzini, per farle appendere dai viareggini al balcone. Un’iniziativa i cui proventi vanno tutti in beneficienza, al netto dei costi di produzione. E poi nella notte fra il 31 marzo e il 1° aprile rimettono al suo posto la statua di Burlamacco sul blocco di marmo sul Belvedere delle Maschere – ribattezzato ironicamente “la lavatrice” dopo la rimozione della scultura a seguito del crollo delle torri-faro del febbraio 2004.

E c’è anche la Rai, che ritorna con una diretta di un’ora sul terzo canale il giorno del martedì grasso: fra le 13.10 e le 13.55, i carri di prima categoria vengono insolitamente posizionati in piazza Mazzini a semicerchio rivolti verso sud, creando una sorta di anfiteatro.

Svolta rosa per il manifesto ufficiale: lo firma la illustratrice, designer e scrittrice Chiara Rapaccini – è la compagna del regista Mario Monicelli – che diventa così la prima donna nella storia a disegnare la locandina che pubblicizza le sfilate.

Canzone ufficiale è invece “Balla la bella” di Gian Piero Alloisio e Sandro Luporini: il cantautore e drammaturgo genovese propone anche – in verità con scarso successo – la serata del Festival dei Rioni “Balla la bella – sette musical per sette rioni” al Teatro Jenco e per tre anni farà parte di una commissione artistica assieme ad Andrea Moretti e Dalia Gaberscik.

Il finale è col botto: il Carnevale si prende un’altra vetrina televisiva alla cerimonia di chiusura dei Giochi invernali di Torino - i carristi hanno realizzato sessanta mascheroni in cartapesta e a coordinare i lavori sono stati i fratelli Stefano e Umberto Cinquini, fuori concorso ormai da sei anni.

E poi ci sono gli attesissimi verdetti: fatto più unico che raro, sia in prima che in seconda categoria vince lo stesso soggetto – il premier spagnolo José Zapatero, protagonista tanto de “El matador” di Alessandro Avanzini, al primo trionfo senza il padre Silvano, quanto di “Vamos a sposar?” con cui Emilio Cinquini vince ancora fra i carri piccoli.

Viene poi istituito il “Palio dei rioni”, una sfida fra le carrette fuori concorso legate ai quartieri del Carnevale: a spuntarla è la Croce Verde con “La dolce scala dell’amore”. —

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