Gioco
Quel triste pellegrinaggio fra i ruderi dello sport
Dimitri Ricci, insegnante di scienze motorie all'istituto Nautico di Viareggio, campione italiano di nuoto e protagonista per anni nel triathlon ha voluto soffermarsi sulla situazione degli impianti sportivi cittadini e la difficoltà sia per gli studenti, ma anche per chi pratica sport, di poterlo svolgere con una certa regolarità.
Ricci ha deciso di portare i suoi alunni a visitare i più importanti impianti sportivi della nostra città nel corso di una lezione di Scienze motorie. E racconta la sua esperienza: «Come prima tappa decido di visitare la ex piscina comunale, nella quale ho trascorso solo 20 anni della mia gioventù, spiegando la storia di questo impianto, che ha ospitato i Meeting di Carnevale, il Mussi Lombardi Femiano, con campioni del calibro di Lamberti, Magnini, Pellegrini, Magnini. Si intravede dall’esterno il piccolo monumento in ricordo dei tre poliziotti caduti nello scontro a fuoco, la struttura è visibilmente logora , la mente mi riporta agli allenamenti ai corsi di nuoto e spiego ai ragazzi che questa era la piscina della città, dove anche i ragazzi delle scuole facevano attività; che ora non è più del Comune, ma di un privato perché venduta all’asta come altri impianti».
«Riprendiamo a camminare passando dal campo scuola; ci fermiamo davanti al Palazzetto dello sport, dove una targa ricorda il Senatore Paolo Barsacchi. Con un po' di sollievo dico ai ragazzi: almeno questo è stato preso da una società gloriosa di Viareggio, il Cgc, e sicuramente lo gestirà come merita. Ci dirigiamo verso la pineta passando dal campetto di basket Diego Malfatti, monumento imbrattato, siringhe qua e là , ma almeno fruibile da chi vuol fare due tiri a canestro. In lontananza intravediamo lo Stadio dei Pini. Ricordo l’anno del triplete, del Viareggio calcio, in cui svolgevo il ruolo di preparatore atletico. I ragazzi si affacciano increduli e vedono le condizioni in cui è ridotto l'impianto. Ricordo ai ragazzi il glorioso passato di questo impianto, dal Torneo Mondiale giovanile di calcio, ai Meeting d’atletica, alle attività motorie delle scuole e di tutti gli sportivi cittadini e non che correvano sulla pista. I vari raduni con la Nazionale maggiore e under 23 di triathlon. Si respira l’aria di tristezza, la leggo sui volti dei miei ragazzi. Da ormai più di 40 anni, ho vissuto e vivo lo sport a vari livelli, costretto ad emigrare a Lucca, Capannori per nuotare, o quando preparavo i campionati italiani ai bagni in Darsena. Mai mi sarei immaginato che lo sport nella mia città potesse arrivare a questi indicibili livelli: strutture lasciate abbandonate per anni, molte parole e pochi fatti, pochissime manifestazioni sportive rimaste. Ma quello che fa più male è la triste rassegnazione da parte del popolo sportivo. Non ci possiamo scusare solo dietro questa disastrosa pandemia: il declino e la non curanza del mondo sportivo è iniziata molto prima e proseguita nel tempo, fino ad arrivare ad oggi. Il tempo delle accuse, delle colpe, delle promesse, dei colori politici è finito e non porta a niente, è importante recuperare gli impianti sportivi». —
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