Lutto
Un camper al Versilia per le mammografie
L’allarme del senologo: «Il Covid fa trascurare la salute» Il responsabile screening: «Prevenzione in calo»
Donatella Francesconi
viareggio. I cittadini, durante il primo lockdown, «non si sono curati, hanno avuto paura a uscire, nonostante che i percorsi oncologici siano – tra virgolette – sicuri»: è il quadro preoccupante portato nell’ultimo consiglio comunale da Duilio Francesconi, responsabile del reparto di Senologia dell’Ospedale “Versilia” e consigliere di maggioranza dell’amministrazione Del Ghingaro. Il risultato di questo non curarsi, ha aggiunto Francesconi, è così sintetizzabile: «Ci ritroviamo con vere e proprie tragedie umane, con tumori che sono ormai localmente avanzati. Tumori che, se visti al primo lockdown, li avremmo guariti e invece, oggi, curarli è molto più difficile».
Un quadro drammatico al quale si aggiunge, sono ancora le parole di Francesconi, il fatto che «quando il paziente percepisce che il ritardo nelle cure vuol dire un addio alla vita, ha bisogno di ancor più supporto, così che abbiamo i nostri psicologi che sono oberati».
A risentire della paura che la pandemia ha scatenato nei confronti dell’andare in ospedale è stato anche tutto il percorso di screening antitumorale che la Asl Toscana Nord Ovest mette a disposizione dei cittadini. L’adesione allo screening per contrastare il tumore al seno – ricorda Alessandro Cosimi, responsabile di tutto il settore per l’intera Asl – «è diminuita del cinque-dieci per cento» e quella di contrasto al tumore alcolon ha registrato «un calo del dieci per cento». E diversamente si sono dovuti attrezzare anche gli spazi ospedalieri e il personale coinvolto nell’attività di screening:«Se prima della pandemia poteva essere effettuata una mammografia ogni tre minuti, ora se ne esegue una ogni otto minuti per consentire tutte le procedure di messa in sicurezza anti contagio», sottolinea Cosimi al telefono con il Tirreno.
Proprio per recuperare il terreno che il virus ha fatto perdere, ecco la buona notizia: dal giorno 11 febbraio arriva, nel parcheggio dell’ospedale Versilia, un mezzo mobile attrezzato per gli esami mammografici, «dotato di strumenti di ultima generazione», spiega Cosimi, «e di una sanificazione ad ozono». Una soluzione, quella del mezzo mobile per le mammografie, che permetterà di recuperare il tempo chela pandemia ha sottratto alla prevenzione dei tumori. «Con il mezzo mobile la mammografia può essere eseguita in tutta sicurezza, senza che le donne debbano entrare negli ospedali ancora alle prese, è innegabile, con la pandemia da Covid 19».
L’iniziativa – ricorda la Asl nel fare il punto dell’attività già avviata in altre zone di competenza – è stata pensata per supportare l’estensione dello screening mammografico voluta dalla Regione Toscana dalle donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni a quelle tra i 45 e i 74.
Un’occasione, dunque, per tornare ad occuparsi della propria salute al di là del contagio da Covid 19. Anche considerando il triste primato numerico della Versilia in fatto di malattia oncologica e sue nefaste conseguenze. —
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