Il dolore
Mercato, il Tar è col Comune «Legittima la scelta del privato»
VIAREGGIO. Sentenza «parziale», come scrivono i giudici del Tribunale amministrativo regionale, per il futuro del mercato di piazza Cavour. Parzialità dovuto al fatto che sui motivi aggiunti che i commercianti ricorrenti hanno presentato il 13 gennaio scorso, in merito alla delibera di indirizzo relativa allo spostamento dei chioschi, il Tar ha ritenuto che «occorre rimettere la causa sul ruolo del merito, al fine di garantire il rispetto dei termini a difesa».
Il primo tempo dello scontro Comune-commercianti (oltre una ventina, assistiti dall’avvocato Alessandro Del Dotto) se lo aggiudica l’amministrazione del sindaco Giorgio Del Ghingaro, almeno nel merito della procedura di gara. I giudici del Tar, infatti, non ritengono che i commercianti del Piazzone (alcuni dei quali hanno fatto la storia del Piazzone) siano legittimati a ricorrere. Non sono una azienda concorrente nel bando per il partenariato pubblico-privato voluto dal Comune di Viareggio. E la scelta della specifica formula di partenariato pubblico-privato adottata per la realizzazione, così la sentenza, rientra tra le «scelte amministrative altamente discrezionali del tutto prive di valenza lesiva per i ricorrenti».
Detto questo, c’è un puntodella sentenza che qualche problema all’amministrazione comunale lo crea. Là dove la sentenza stabilisce che «non potrà scaturire, dall’approvazione del progetto, la cessazione degli effetti delle concessioni» per i commercianti stessi. I quali – però – nei confronti del privato che si aggiudicherà la gara saranno affittuari. In un quadro in cui le concessioni di questo tipo sono state prorogate fino al 2032. E la concessione di project, comunque, non fa uscire di scena i concessionari. «In ogni caso», prosegue il Tar, «l’eventuale revoca, da parte dell’amministrazione comunale, delle concessioni di cui sono titolari i ricorrenti, dovrebbe seguire ad autonomi procedimenti e a singoli provvedimenti impugnabili da parte di costoro». Parole di fronte alle quali è bene ricordare che la revoca della concessione senza colpa del concessionario implica, per legge, l’indennizzo. Così che la vicenda si fa decisamente un po’ più complessa anche per chi si candida alla ristrutturazione.
«Il dispiacere», sono le parole di Antonio Batistini, uno dei ricorrenti, «è che non si sia potuti andare a vedere nel merito se tutta la procedura fosse quella giusta. Ma noi andremo avanti nel difendere fino infondo le nostre attività. Anche considerando che è una sentenza non definitiva». I giudici del Tar dovranno ancora esprimersi sullo spostamento dei chioschi all’ex Gasometro. Anche se qualcosa già sembra trapelare, là dove si legge che viene dato per «pacifico che, sia i padiglioni ed i locali all’interno delle logge, sia i chioschi, verranno mantenuti all’esito del progetto e saranno solo oggetto di una ristrutturazione complessiva e di una riqualificazione. In particolare, i chioschi saranno sostituiti con ventinove nuovi chioschi, di per sé quantitativamente idonei a soddisfare la domanda degli attuali ricorrenti che sono ventidue». —
D.F.
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