Lutto
Il primo San Biagio che non c’è ma non lascia soli i pietrasantini
Niente fiera e una serie di appuntamenti alternativi per non perdere l’abitudine Allo studio una formula diversa una volta che l’emergenza sarà passata
Luca Basile
pietrasanta. La fiera che non c’è lastrica di nostalgia e amarezza il pietrasantino devoto al rituale del San Biagio. Bancarelle, brigidini, tordelli, la mostra degli animali, il vai e vieni lungo le strade e le piazze del centro, il luna park alla Pesa: il virus cancella una tradizione che aveva resistito a pioggia, vento, crisi e avversità di ogni genere. Anche alle guerre: magari l’edizione si concretizzava, negli anni dei bombardamenti in Versilia, in forma ridimensionata, ma nessuno stop ai banchi, anzi ressa e sorrisi.
E invece, oggi e domani, andrà in scena, come pandemia impone, un altro rituale: quello che si rifà a distanze, mascherine e dosi non omeopatiche di virtuale. Come nel caso del concerto streaming organizzato dalla Fondazione Versiliana, d’intesa con il Comune, che verrà trasmesso, dalla chiesa di Sant’Agostino, deserta e silente negli applausi, su NoiTv questo pomeriggio alle 17.,15. Concerto che vedrà come protagonisti Michael Guttman e l’orchestra d’archi dell’istituto Boccherini di Lucca. Nel frattempo si muovono i commercianti con vista sulle mura cittadine: le Botteghe di Pietrasanta hanno infatti promosso - e le adesioni sono significative - una serie di giornate all’insegna dei maxi-sconti.
Un modo come un altro per sopperire, da stamani fino al prossimo 14 febbraio, alla fiera cancellata, alle presenze che latitano, alla crisi economica che rende il domani di tante attività sempre più complicato. Per un’iniziativa forse da riformulare fra un anno su una via Mazzini, è un’ipotesi, ma anche il desiderio di non pochi commercianti, con meno bancarelle in rassegna e più spazi per i negozi. Se poi, una volta metabolizzate nostalgia e amarezza, vogliamo però fare una seria valutazione di quella che è stata la fiera di San Biagio negli ultimi anni, non è che ci sia poi da esaltarsi: parliamo, infatti, di un mercatone come tanti altri, con le solite proposte moltiplicate per centinaia di bancarelle, pochi marchi caratteristici e articoli esclusivi e un livello qualitativo non proprio eccelso.
Tanto che l’amministrazione comunale, al netto della premessa dell’assessore agli eventi Francesca Bresciani, «il San Biagio - assicura - funziona e va solo valorizzato meglio», lavorerà ad una serie di modifiche previa intesa con le categorie economiche e con gli stessi espositori che forti della concessione vorranno dire la loro soprattutto dopo essersi ritrovati, causa Covid, sbattuti fuori non solo dalla fiera di Pietrasanta, ma da tutte le ricorrenze paesane. Con danni economici pesantissimi.
E comunque il calendario del San Biagio 2021 si arricchisce del primo tour della dolcezza nelle pasticcerie cittadine. Che significa via libera alle prelibatezze della tradizione dal marzapane, ai pinocchiati fino al dolce ai pinoli, alle torte di riso e alle tortine di semolino. Otto le pasticcerie protagoniste di una kermesse che si affianca a quella tradizionale del menù dei ristoranti. Nel centro storico sono: Il Duomo, Simonelli, Margherita, Cupcake mentre a Marina di Pietrasanta troviamo Marietto, Caffè Versilia, Il Gabbiano e la Perla. Mentre per i fedeli un salto in Duomo, sempre oggi e domani per la benedizione della gola e come tradizione impone, sarà sempre possibile: anche se il rito sarà celebrato, ovviamente dobbiamo aggiungere, a distanza. —
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