Gioco
Attesa la risposta del governo alla contestazione dell’Europa
Italia messa in mora per violazione delle norme ue
forte dei marmi. Basta con gli slogan. Cambia la strategia dei balneari in vista di oggi, considerata la data limite in cui il Governo Italiano dovrebbe rispondere alla messa in mora della Commissione Europea sulle concessioni demaniali.
«Invece che il solito “No alle aste!” – spiega il presidente dei balneari del Forte, Martino Barberi - questa vota, assieme ai colleghi del consiglio direttivo pensiamo che si debba essere assolutamente propositivi e concreti, per far capire all’Europa che noi siamo concessionari di beni e non di servizi, una differenza sostanziale che di fatto ci esclude dalla Direttiva servizi che è poi la temuta Bolkestein. Come Associazione dei concessionari di Forte dei Marmi abbiamo sposato questa linea tracciata peraltro anche da Assobalneari Italia, e sottoscritto i documenti che sono stati già inviati al Governo perché si faccia latore di questa interpretazione, suffragata, stavolta da studi importanti. Come base – spiega Barberi – abbiamo condiviso lo studio del professor Stefano Zunarelli, uno studio legale di valore internazionale, che ha passato in rassegna tutti gli aspetti di questa delicata vicenda, partendo dal dato legislativo vigente, per arrivare poi ai punti della lettera di messa in mora. Uno studio complesso ed esaustivo dove vengono confutate, punto per punto, tante accuse, dalle impugnabilità delle concessioni prorogate dalla legislazione italiana, al presunto mancato introito economico per le comunità locali. Studio che contesta anche che le aree demaniali marittime lungo le coste italiane siano da considerarsi come una risorsa naturale scarsa. La parte più rilevante – continua il presidente dei Balneari - è comunque la contestazione che le concessioni demaniali marittime non sono autorizzazioni ai sensi della Direttiva sui servizi. Sulla base, infatti, della più recente Direttiva sull’aggiudicazione dei contratti di concessione del 2014 i contratti di locazione e assimilabili si pongono quindi nel diritto dell’Unione europea al di fuori dell’ambito sia di applicazione della Direttiva Bolkestein sia della Direttiva sulle concessioni. Nel documento che anche i balneari di Forte dei Marmi hanno sottoscritto e condiviso – conclude Barberi – si evidenzia infine come la nuova normativa spagnola, il Reglamento General de Costas, anch’esso approvato dopo l’entrata in vigore della Bolkestein, non differisca, se non per la durata della proroga decisamente maggiore, da quella adottata dal legislatore italiano. Confidiamo, quindi, che pur nel delicato momento governativo, l’Italia faccia perciò, una volta per tutte chiarezza su questa vicenda che tiene in ostaggio il destino di tante aziende e famiglie. Anche perché la nostra non è una rinuncia definitiva alla lotta e alla difesa dei nostri interessi, ma una strategia che oggi appare la più qualificata per farci uscire da questo impasse. Però se il governo, quello attuale o quello che verrà non si impegnerà, torneremo in piazza». —
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