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Quel buco nel tetto dell’ex Cooperativa che è offesa alla memoria

L. B.
Quel buco nel tetto dell’ex Cooperativa che è offesa alla memoria

In stato di abbandono la struttura che una volta ospitava la più grande cooperativa del paese Il Comune: così interverremo

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pietrasanta. Quella voragine a cielo aperto sul tetto dell’ex Cooperativa di consumo è sfregio alla memoria di tutta una comunità. Perché parliamo di un immobile, con vista su piazza Matteotti e quindi in pieno centro cittadino, che una volta era sede della più grande cooperativa d’Italia. Una voragine che, nel divenire del tempo, si è progressivamente allargata: la cartolina attuale è figlia di un degrado e di una manutenzione molto opinabile che non nasce però oggi, ma che si è trascinata incorniciata nell’indifferenza per anni.

«È una vergogna vedere a due passi dal municipio un simile spettacolo», segnalava ieri mattina un nostro lettore. Difficile dare torto, perché il colpo d’occhio del buco nel tetto non solo amareggia e fa tristezza, ma preoccupa: dal punto di vista della sicurezza siamo certi, è questo il punto di domanda più pressante, che tutto sia sotto controllo? «Una risposta, definitiva, ce la daranno i tecnici: detto questo applicheremo tutte le procedure del caso. L’importante è che non ci siano pericoli per le persone», è il pensiero del sindaco Alberto Giovannetti. Che aggiunge: «Il progetto di recupero è in atto, ma è palese che non si possano spendere somme importanti a carico della comunità in lavori di sistemazione quando per la ex Cooperativa abbiamo un’idea, di valorizzazione e rilancio ben precisa». Giovannetti ne fa, oggi, una questione di estetica. «Quel buco è presente da tempo: non ho elementi al momento per parlare di un ulteriore ampliamento, ma di certo è qualcosa di non bello a vedersi. Fra le soluzioni, in via transitoria, pensiamo ad un telone che lo copra, anche se prima, come detto, andranno fatte le valutazioni sulla questione sicurezza».

Nel futuro, non prossimo, della ex Cooperativa c’è però l’idea di realizzare negli ambienti oggi in stato di abbandono, un centro congressuale e un auditorium. «Abbiamo assegnato un incarico, per la redazione di un progetto, a uno studio professionale: siamo l’unica amministrazione ad averlo fatto e questo mi sembra un segnale di enorme significato. Peraltro - prosegue Giovannetti - grazie ai soldi che arriveranno tramite il Recovery plan dall’Europa, i comuni che si faranno trovare pronti con progetti già ben definiti avranno la possibilità di ottenere importanti contributi».

Fin qui l’auspicio per il domani, ma oggi nello sguardo dei pietrasantini resta il degrado di una struttura storica, che con oltre cento spacci operò fino a metà degli anni sessanta del secolo scorso, prima del fallimento con la storia che è stata ricostruita in un libro di Giuliano Rebechi. Una struttura, quella dell’ex Cooperativa di consumo, da decenni abbandonata dalla politica che rappresenta il decadimento di una storia. Anzi della storia. —

L. B.

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