Il Tirreno

Versilia

L’appello di Fiumetto alla Diocesi di Pisa: «Non svendete la nostra parrocchia»

Luca Basile
L’appello di Fiumetto alla Diocesi di Pisa: «Non svendete la nostra parrocchia»

I residenti contro il progetto di cessione del complesso religioso legato alla chiesa della frazione marinella 

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Salvate la parrocchia e la chiesa di Fiumetto. Un appello, che si traduce in una lettera firmata da 260 persone, rivolto alla Curia di Pisa – e in particolare a Monsignor Giovanni Paolo Benotto – con una richiesta di incontro urgente. Per ottenere «una risposta chiara sulla paventata vendita del complesso religioso annesso alla stessa chiesa. La frazione – fanno sapere i promotori dell’iniziativa – ha il diritto di sapere cosa ne sarà di questi edifici realizzati, nel tempo con i sacrifici di tanti marinelli. La nostra intenzione è infatti quella di collaborare con tutte le parti in causa per arrivare ad una soluzione condivisa, ma fin da oggi diciamo no alla vendita degli annessi (come l’asilo e l’ex abitazione delle suore, ndr). Sarebbe la fine di un progetto sociale e religioso, importantissimo per la comunità, cominciato 70 anni fa».

Un progetto che ha il suo incipit dopo la seconda guerra mondiale, quando Fiumetto era incorniciata fra poche case, qualche albergo posizionato a due passi dal mare e il borgo della Versiliana dove «abitavano – si legge sempre nella lettera – i muratori e i familiari che costruivano case per i villeggianti che poi sarebbero venuti in zona con le famiglie». Una comunità, quella del borgo della Versiliana, divisa per ideologie e approcci al quotidiano, ma tutti uniti nel ricordo rivolto a Sant’Anna di Stazzema, dove molti avevano perso i propri cari.

Da qui l’idea di una chiesa, «con le signore Maria, Paola, Santina e il signor Carignani – aggiunge la lettera – che riuscirono a trovare un terreno, a raccogliere soldi e a costruire una piccola capanna dove Padre Federigo Ceragioli, la domenica, celebrava la Messa».

Con il divenire degli anni, grazie al contributo di tutta Fiumetto quella capanna diventò una chiesa che si accompagnò ben presto, ad una serie di annessi che accolsero prima le suore e poi un asilo «che ha funzionato fino a poco tempo fa – precisano dalla frazione – grazie anche al grande contributo di Azzurra Quadrelli».

Fin qui il nastro della memoria, che nel riavvolgersi evoca scenari e istantanee oramai in dissolvenza con le suore che nell’estate 2020 hanno lasciato Fiumetto vista anche la chiusura della scuola materna. «Un dolore per tutti noi. Ecco perché scriviamo questa lettera – sottolineano da Fiumetto – intendiamo salvaguardare un complesso religioso che appartiene alla collettività. Vendere gli annessi in questione significherebbe portare, nel tempo, alla chiusura definitiva della nostra chiesa. Senza dimenticare che tutto l’edificio è classificato di interesse pubblico: molti residenti si opporrebbero ad un cambio di destinazione che favorirebbe una speculazione dell’eventuale acquirente. Noi alla parrocchia di zona vogliamo dare una mano concreta, coinvolgendo anche i turisti di Fiumetto, per risolvere i problemi di questo difficile momento. Fra l’altro sappiamo che diversi sacerdoti sono favorevoli all’idea di conservare gli edifici ed evitarne la vendita. Per questo motivo rivolgiamo, nel frattempo, un fervido augurio al nuovo parroco di Tonfano, padre Alex e un sentito ringraziamento a Barbara Ragaglini che nello spirito dei pionieri di questa comunità, gestisce oggi la nostra piccola chiesa». —

Luca Basile

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