Gioco
Alzabandiera a sorpresa alle 8 del mattino La festa inizia senza rischio assembramenti
In piazza Mazzini, insieme alle autorità, solo pochissimi spettatori presenti per il rito che apre il mese di Burlamacco
Simone Pierotti
Viareggio. Svegliarsi la mattina presto il primo giorno di Carnevale anche quando il Carnevale, effettivamente, non c’è. Non per vedere uscire dalla Cittadella i carri, che pure sarebbero stati pronti a farsi belli in Passeggiata, bensì per l’alzabandiera della Burlamacca, il più strano di cui Viareggio avrà memoria. Per il programma, tenuto rigorosamente segreto (e ridotto allo stretto necessario), e per l’orario (le otto, col sole da poco sbucato dalle Apuane). Troppo alto il rischio di assembramenti per via del troppo amore dei viareggini per questo rituale: da qui la decisione congiunta di Fondazione e Comune di anticiparlo al mattino, mentre la città piano piano si svegliava. E anche se il protocollo richiedeva mascherine e distanziamento, quei pochi che lo hanno saputo non se la sono sentita di rinunciare a quello che è un rito quasi irrinunciabile.
Già, ma è Carnevale, alla fine? Il calendario dice di sì: ieri sarebbe iniziato il mese di festeggiamenti più frenetico dell’anno e oggi saremmo stati sicuramente a disquisire sui carri: qual è il più bello, chi vincerà, eccetera. Però con il numero dei contagi ancora troppo alto, con una pandemia ancora in corso e con il ritorno alla normalità ancora lontano, la Fondazione non ha potuto far altro che posticipare il “vero” Carnevale a settembre. E proprio perché l’attesa sarà lunga ha voluto e vuole stare accanto alla comunità del Carnevale issando la Burlamacca sul pennone di piazza Mazzini, «un messaggio di buon auspicio e di fiducia verso il prossimo». Da qui parte il saluto del prefetto di Lucca Francesco Esposito, dalla «speranza di tornare a vivere il Carnevale come l’abbiamo sempre conosciuto». Carnevale che «è creatività, innovazione e originalità e quest’anno siamo originali nell’aprire il Carnevale per il periodo del Carnevale e sfilare a settembre e ottobre, sfidando le tradizioni anche se dentro le tradizioni dobbiamo stare», sono le parole del sindaco Giorgio Del Ghingaro. «Il Carnevale non si ferma nemmeno davanti alla pandemia e questo deve essere lo spirito».
Chi negli ultimi anni, con il Comune in dissesto, ha di fatto reso possibile il regolare svolgimento dei corsi mascherati è la Regione Toscana, rappresentata dal presidente Eugenio Giani: «Oggi mandiamo un messaggio di speranza e ottimismo da quello che è uno dei biglietti da visita della Toscana nel mondo, al quale siamo vicini».
Tocca a Marialina Marcucci, presidente della Fondazione Carnevale, che ricorda il carrista Franco Malfatti recentemente scomparso («Era un grande e questa giornata la dedichiamo a lui») e spiega che «abbiamo pensato che valesse la pena dare un giorno di gioia a Viareggio, un antidoto a quello che ci sta accadendo in attesa del vaccino vero. Le nostre costruzioni sono là, pronte per tutti quanti».
Intanto sul Belvedere delle Maschere, tra runner e gente che cammina, c’è anche chi si ferma e tira fuori lo smartphone: sì, ci siamo quasi. Poco prima degli squilli dell’Orselli, la parola l’arcivescovo di Lucca e Viareggio, Paolo Giulietti che, alla fin fine, fa forse il discorso più accorato di tutti: «Il Carnevale è sì allegria ma anche ironia: ci ridimensiona e, come la Bibbia, ci ricorda che tutto è vanità e passa sulla scena di questo mondo. Non prendiamoci troppo sul serio».
Poi la Burlamacca s’inerpica sul pennone, pronta a sventolare. «Buona vita, Carnevale» esclama lo speaker Daniele Maffei. E subito parte Su la coppa di champagne, che proprio nel 2021 festeggia il centenario: «Salutiamo il Carnevale», recita il testo. Ma è per dargli l’appuntamento a settembre che lo salutiamo, quel «vecchio pazzo che la vita ci ridà». E che, speriamo, ci ridarà presto. —
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