La protesta
Cresce il numero delle persone rimaste senza un’abitazione
Fa discutere il caso del giovane costretto a vivere in roulotte Pca: inesistente la collaborazione con i servizi sociali
Luca Basile
PIETRASANTA. Il caso e il grido di allarme («il Comune mi aiuti») di Andrea – nome di fantasia – ad oggi costretto a vivere in una roulotte, al freddo, non è purtroppo isolato in terra di Pietrasanta. In questi ultimi mesi, come segnalato anche dalle associazioni presenti sul territorio con iniziative di sostegno e raccolta di pacchi alimentari, è infatti in crescita il numero dei senzatetto, persone senza dimora e con mille problematiche, che si sono ritrovate a condividere soluzioni abitative improvvisate dalle parti dell’ex ospedale – dove erano state fra l’altro allontanate con annessa scia di polemiche – e ancora nei pressi della stazione.
Parliamo di situazioni complicate che, complice l’emergenza sanitaria, rendono lo scenario ancora più drammatico. Con il Comune che allo stesso Andrea ha nel frattempo fatto sapere che un aiuto concreto – sistemazione in albergo e piccolo contributo – era già stato garantito in passato. «E, in questo caso la procedura e i regolamenti non consentono una seconda ospitalità in albergo – le parole dell’assessore al sociale Elisa Bartoli – ad ogni modo i nostri uffici conoscono bene il caso in questione e la nostra amministrazione è sempre pronta a dare una mano concreta a chi è in difficoltà. Ma le situazioni drammatiche, anche a Pietrasanta, non sono poche, come testimonia la graduatoria di persone in attesa per avere un alloggio. Ci sono delle regole e queste vanno rispettate».
Fin qui Bartoli a nome del Comune, ma sulla questione interviene anche il Progetto Comunità Aperta, l’associazione con sede in via Stagi che segue un centinaio di utenti con problemi di dipendenza. «In merito all’articolo apparso su Il Tirreno riteniamo doveroso fare alcune considerazioni. Intanto, rileviamo che le risorse annunciate – 10mila euro per l’emergenza abitativa, ndr – non sono ancora disponibili e siamo quasi a febbraio, inoltre, non ci risulta che Andrea abbia mai usufruito dell’albergo, semmai due anni fa gli è stato erogato un contributo economico cash, senza alcuna finalità. A nostro avviso quando si tratta di questi soggetti così difficili, sarebbe opportuno tentare di costruire un percorso condiviso, questo è quello che noi si faceva con l’ex assessore Lora Santini. Oggi purtroppo dobbiamo dire che la collaborazione con i servizi sociali – continuano dal Pca – è pressoché inesistente: detto questo noi siamo sempre disponibili. E poi cosa vuole dire che questa persona è stata già aiutata? Bisogna strutturare il problema da parte di tutti i comuni della Versilia, queste criticità si presentano ogni anno e spesso le amministrazioni non intervengono trincerandosi dietro alle residenze. Chi è al freddo, non può aspettare, non esiste residenza o nazionalità. Che facciano un progetto tutti i comuni, per dare una risposta a queste persone che aumentano sempre più ogni giorno». —
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