Il Tirreno

Versilia

Apre un nuovo locale sul viale Europa nonostante il virus

Melania Carnevali
Apre un nuovo locale sul viale Europa nonostante il virus

La scommessa del titolare: credo nel potenziale della zona

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VIAREGGIO. Ha iniziato a puntare gli occhi su quel fondo, sul viale Europa, in piena epidemia, e ha deciso di aprire il locale nonostante tutto. Nonostante l’incertezza, nonostante gli orari sicuramente ridotti e, non da ultimo, nonostante quella zona, il vialone della Darsena, non sia più il cuore della movida di una volta. «L’ho fatto proprio per questo: perché credo nel potenziale di questa zona e volevo valorizzarla», commenta Gianluca Saputo, 47 anni, già titolare di un bar in centro, il Punto Fratti 24, e ora anche gestore del locale che aprirà stamani (31 gennaio) in fondo al vialone: il Pablo Escobar. «Il nome l’ho scelto dopo aver visto tutta la serie su Netflix», dice.

Quando era El Beso

In principio quel locale si chiamava El Beso ed era un pub-ristorante che tra la fine degli anni Novanta e tutto il Duemila ha fatto la storia delle serate latino-americane in Versilia. Prima che il vialone by night iniziasse a svuotarsi. Prima che i locali iniziassero a chiudere per non riaprire più. E prima dell’estate del 2017, quando il locale fallì e andò all’asta.

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L’asta

Venderlo però non è stato così semplice. Il fabbricato, che risale al 1990, ricade in area soggetta a vincolo paesaggistico ambientale, dal momento che si trova all’interno del parco regionale di Migliarino e Massaciuccoli. E questo significa che, per qualsiasi intervento edilizio, il proprietario dell’immobile deve seguire un iter lunghissimo e avere l’approvazione di più enti (Regione, Soprintendenza, Parco, Comune). Senza dimenticare che, essendo in area parco, anche musica e luci devono essere ridotti al minimo. Inoltre, la società fallita risultava debitrice verso il Comune dell’importo di 26. 279, 91 euro relativo a canoni non pagati. Importo che doveva essere saldato dall’aggiudicatario, prima dell’assegnazione definitiva. Limiti che hanno sicuramente scoraggiato possibili acquirenti.

Il valore del fondo

Alla fine, dopo tre aste andate deserte, l’immobile è stato venduto a poco più di 120mila, dai 400mila di partenza (solo il fondo secondo la perizia redatta dal geometra Enrico Bianucci, valeva 384mila euro; a questo andavano aggiunti i beni mobili, come sgabelli in legno e in alluminio, bancone del bar, bicchieri, sedie, panche, casse, i ventilatori e tutto quello che era dentro al locale, e la licenza), a una società locale che ha deciso di riqualificare il fondo e poi darlo in affitto.

La nuova vita

Nel marzo del 2019 aprì quindi il Moxie con l’ambizioso progetto di portare il divertimento notturno, in genere concentrato nei primi locali del viale, anche in fondo. Dietro c’erano Stefano Noto (imprenditore e dj fiorentino d’origine trapiantato in Versilia) e Sofia Gili. Il locale partì subito con grandi serate musicali con i concerti di gruppi locali e cover band. Ma ebbe vita breve: dopo poco chiuse. «Il fondo era vuoto da quasi un anno e mezzo eppure ha molto potenziale», continua Saputo che si dice ottimista nonostante il periodo spinga a essere tutt’altro. «Intanto lavoreremo a pranzo, non possiamo fare altrimenti».

L’inaugurazione

Il locale aprirà stamani. Sarà un pub ristorante aperto sia a pranzo sia a sera, con cucina locale di pesce e pizzeria annessa. «Avremo anche Sky per vedere le partite», fa sapere il nuovo titolare. Quando l’epidemia lo consentirà, rimarrà aperto anche dopo cena, come pub. «Le trattative con i proprietari dell’immobile – spiega al Tirreno Saputo – sono iniziate a epidemia già scoppiato. E ho deciso di aprire un locale proprio qui perché questa zona mi piace e vorrei che fosse valorizzata come merita». Sul viale Europa ci sono 12 locali, due di questi sono chiusi da tempo; uno, il Macondo, adesso all’asta, cade addirittura a pezzi. Il popolo della notte che animava quei locali si è spostato da tempo, prima ancora dell’epidemia, altrove. Rimanere aperti, con il solo flusso del giorno, non è semplice. Aprire adesso, con tutte le limitazioni previste dalla normativa anti-contagio, sembra un suicidio, eppure il titolare non la vive così: «Sono ottimista». Lo spirito giusto.

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