Il Tirreno

Versilia

disastro ferroviario 

Strage, presidio alla stazione di Pisa Associazioni e cittadini stretti ai familiari

Carlo Venturini
Strage, presidio alla stazione di Pisa Associazioni e cittadini stretti ai familiari

Claudio Menichetti, padre di Emanuela, vittima 21enne di quella maledetta notte ha ricordato: «Sarebbe potuto succedere ovunque»

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pisa. Quel treno carico di Gpl, il 29 giugno di 11 anni fa, passò anche per Pisa e per tante altre stazioni. La strage di Viareggio sarebbe potuta accadere ovunque. E questo rende la battaglia per la giustizia e per la sicurezza ferroviaria da 11 anni portata avanti dall’associazione “Il Mondo che vorrei” imprescindibile per chiunque. Così ieri sera, dalle 17, in tanti si sono stretti attorno ai familiari delle vittime nel corso del presidio organizzato alla stazione di Pisa. «Poveri illusi, noi che abbiamo aspettato giustizia da una sentenza che invece ci ha umiliato»: sono le parole pronunciate, tra rabbia e grandissima delusione, dai familiari delle 32 vittime della strage ferroviaria, alla luce della sentenza della Cassazione che manda in prescrizione l'omicidio colposo plurimo (praticamente per tutti gli imputati) dopo non aver riconosciuto l’aggravante dell’incidente sul lavoro, appiglio che aveva evitato finora la cancellazione del reato.

«La nostra battaglia continua nella vostra città e in altre. Cavalcheremo la vostra solidarietà e la vostra solidarietà cavalcherà sulla nostra battaglia. Ciò che è successo a Viareggio poteva colpire cittadini e lavoratori in qualsiasi altra città», dice Claudio Menichetti, padre di Emanuela, una delle vittime.

Con lui, al presidio, anche un altro protagonista della battaglia seguita alla tragedia di Viareggio: Riccardo Antonini, ex sindacalista della Filt-Cgi,l licenziato da Rete Ferroviaria Italiana nel 2011, a un anno dalla pensione. «È una sentenza puramente politica. Una sentenza che ribalta le altre due emesse in primo e secondo grado – afferma Antonini –. Con quanto sancito dalla Suprema Corte si rimette in discussione il principio della sicurezza sul lavoro. Non ci resta che attendere le motivazioni, ma per il deposito non è previsto un termine. Ci vorranno tre mesi? Sei mesi? Noi ci saremo sempre».

L'incontro è stato organizzato da “Una città in comune” con il coinvolgimento di decine di associazioni pisane, tra cui Arci, Casa della Donna Pisa, Circolo Biblioteca Serantini, Circolo Utopia, Confederazione Cobas Pisa, Distretto Economia Solidale Altro Tirreno, Gilda degli insegnanti Pisa, Il chicco di senape, Pisa Possibile, Rifondazione comunista, Sindacato di base Cub, Sinistra Italiana Pisa, Sinistra per e Fiom Cgil. —

Carlo Venturini

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