Il dolore
Il bersaglio sbagliato di una protesta sacrosanta
Quando Enrico Pieri parla, bisogna ascoltarlo. Per la sua saggezza, per la forza con cui ha saputo trasformare la memoria dell’orrore in messaggio di speranza, per la lucidità e il rigore con cui denuncia ogni forma di revisionismo. Sta dando l’anima per vedere realizzato l’ostello della pace dove ospitare i giovani di tutto il mondo. Ha donato la sua casa e non smette di lanciare appelli a fare presto. Inevitabile, di fronte ai ritardi, un grido di dolore, un gesto di stizza. Che però non può sbagliare bersaglio. Per rivendicare una ragione sacrosanta, ha detto che non firmerà la proposta di legge contro la propaganda fascista. Una protesta che piacerà a chi pensa che l’antifascismo si possa in qualche modo relativizzare. No, caro Enrico, non dargli questa soddisfazione. —
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