Attenzione
Vaccini al Terminetto, no dell’ex assessore
Fantoni: «Struttura importante per il quartiere e chiusa da mesi, ma non è la sede ideale: Asl e sindaco chiariscano»
Matteo Tuccini
viareggio. La trasformazione del distretto sanitario del Terminetto in centro di vaccinazione anti-Covid fa discutere. È l’ex assessore Vittorio Fantoni, residente e “voce” storica del quartiere, a polemizzare su un’operazione che – dice – «mi lascia amareggiato e sconcertato: Asl e sindaco devono chiarire». Una presa di posizione che assume ulteriore significato considerando che Fantoni è aperto sostenitore dell’amministrazione.
Il centro di vaccinazione del Terminetto, secondo quanto annunciato dal sindaco Giorgio Del Ghingaro, dovrà somministrare 1.200 dosi al giorno nello spazio di 12 ambulatori. Nell’idea di sindaco e Asl la struttura, chiusa da mesi a causa dell’emergenza coronavirus, sarà il punto di riferimento della campagna che dovrà rendere tutti i versiliesi – almeno quelli che lo vorranno – immuni dal virus.
Fantoni, però, non è convinto di questa scelta. «Premetto – dice – che in questa vicenda le vaccinazioni in sé non sono oggetto di discussione: devono essere fatte, senza timore, perché sono la strada maestra per il ritorno alla normalità. A lasciarmi amareggiato è la localizzazione del punto più importante, con un afflusso così elevato di persone, in una struttura che era sorta per tutt’altro scopo al Terminetto e che non sembra l’ideale dal punto di vista logistico».
Fantoni ricorda che la struttura, tra ambulatori sanitari ed ex circoscrizione, era nata «come centro di riferimento per il quartiere. Vi trovavano posto uffici comunali, la polizia municipale, una biblioteca. Al di là dell’importanza di questi servizi, c’è sempre stato un centro prelievi efficiente, molto apprezzato dai residenti delle periferie. Perché gestito e portato avanti in maniera professionale. L’ex Tabarracci si è ingolfato, nei mesi dell’emergenza, anche perché i prelievi al Terminetto non si potevano più fare».
Queste attività sono scomparse o sospese. «Nei mesi scorsi – prosegue Fantoni – si è deciso di chiudere tutto perché, si spiegava, gli spazi erano angusti e non potevano garantire il distanziamento. Oggi mi si dice che qui, a febbraio, si faranno le vaccinazioni per un migliaio di persone al giorno. Vorrei capire com’è possibile, considerando le stanze disponibili e un parcheggio, così come la viabilità, dalla portata ridotta. Mi piacerebbe, inoltre, avere garanzie sulla destinazione futura di questo distretto una volta finite le vaccinazioni: deve tornare nella disponibilità del quartiere». —
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