Il Tirreno

Versilia

il colosso della nautica in tribunale 

Crisi Perini Navi, la decisione slitta alla prossima settimana

Donatella Francesconi
Crisi Perini Navi, la decisione slitta alla prossima settimana

Discussa ieri l’istanza dell’impresa Siman di La Spezia che chiedeva il fallimento per gli 800mila euro dovuti

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Donatella Francesconi

viareggio. Crisi Perini Navi, il Tribunale fallimentare di Lucca si riserva di decidere e rinvia tutti agli inizi della prossima settimana. Bocche cucite da azienda e sindacati, come è inevitabile nell’attesa della parola dei giudici. L’unica certezza è che l’azienda della grande nautica a vela tiene duro nella propria proposta di Piano di ristrutturazione (articolo 182bis della legge fallimentare). Articolo che stabilisce: «L'imprenditore in stato di crisi può domandare, depositando la documentazione di cui all'articolo 161, l'omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti stipulato con i creditori rappresentanti almeno il sessanta per cento dei crediti, unitamente ad una relazione redatta da un professionista, designato dal debitore, sulla veridicità dei dati aziendali e sull'attuabilità dell'accordo stesso con particolare riferimento alla sua idoneità ad assicurare l'integrale pagamento dei creditori estranei. Nel rispetto dei seguenti termini: entro centoventi giorni dall'omologazione, in caso di crediti già scaduti a quella data; entro centoventi giorni dalla scadenza, in caso di crediti non ancora scaduti alla data dell'omologazione».

Il Piano di ristrutturazione presentato da Perini Navi ha ricevuto il gradimento di tutti i creditori, tranne due Istituti di credito: Monte dei Paschi e Ifis che hanno chiesto tre settimane di tempo per esaminare nel dettaglio l’accordo siglato tra Perini Navi e Fondo di investimento Blue Skye.

Intanto, i creditori si fanno avanti con istanza di fallimento che Perini Navi paga. Come già accaduto in due casi e come – con tutta probabilità – è accaduto ieri durante l’udienza sull’istanza presentata dall’azienda “Siman” di La Spezia per un ammontare di 800mila euro. L’udienza si è conclusa con esito “desistenza del creditore” – questa la formula di rito –, desistenza che, così le indiscrezioni circolate, implicherebbe il pagamento del dovuto. Come accaduto il 12 gennaio per due istanza da 200mila e 10mila euro rispettivamente.

Sulla crisi Perini Navi – che si è aperta ufficialmente nel maggio 2020 – è più volte intervenuta la Regione Toscana. La quale, insieme al Comune di Viareggio, si è espressa apertamente per una soluzione industriale della vicenda. Soluzione che l’accordo sul maxi prestito del Fondo di investimento Blue Skye non garantisce secondo gli Enti pubblici così come secondo la Fiom-Cgil e la Rappresentanza sindacale aziendale.

La soluzione individuata e difesa dall’amministratore delegato di Perini Navi, Lamberto Tacoli, pone anche la questione delle concessioni in uso alla stessa azienda, strettamente legate all’utilizzo produttivo e alle garanzie di occupazione nell’utilizzo del bene pubblico.

L’azienda – nell’annunciare l’intesa raggiunta con il Fondo di investimento – ha espressamente escluso, nella breve nota diffusa, modifiche su questo terreno. Ma la questione rimane tutta aperta e all’attenzione della Regione che le concessioni gestisce con l’Autorità portuale. —

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nell’inserto economia

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