La protesta
Beve liquido tossico dalla bottiglia, bimbo di 4 anni in ospedale
Viareggio, pensava che all’interno vi fosse acqua ma si è sentito male dopo il primo sorso. Il piccolo è stato portato al pronto soccorso pediatrico ma dimesso dopo poco
VIAREGGIO. Per lui, bimbo di quattro anni che sta ancora imparando cosa si possa fare e cosa no, in quella bottiglia d’acqua c’è, appunto, acqua. Non potrebbe essere diversamente. E l’acqua, gli hanno insegnato, si può, anzi si deve bere.
Toglie quindi il tappo e beve un sorso. Ma si sente subito male. Quella non è infatti acqua. È un liquido tossico utilizzato per pulire le superfici, che i nonni hanno versato in una normale bottiglia di plastica che prima conteneva effettivamente acqua. Se digerito in grandi quantità, può essere nocivo. I grandi lo sanno, per il piccolo è più difficile distinguere. È ancora troppo presto per capire. Il bimbo, nel salotto della casa, in centro a Viareggio, continua a vomitare. I nonni chiamano subito il 118 che mandano un’ambulanza in codice rosso. Codice determinato dalla dinamica (liquido tossico ingerito), a prescindere dallo stato di salute del paziente.
Il bimbo viene portato a sirene spiegate all’ospedale pediatrico del Versilia, dove i medici, oltre a eseguire gli accertamenti e le cure del caso, si attivano subito con il centro antiveleni dell’azienda ospedaliera universitaria di Careggi per una consulenza.
Il personale medico fiorentino chiede ai colleghi versiliesi alcune informazioni precise: 1) lo stato del bimbo; 2) il tipo di liquido digerito e quanto. Capiscono che non è grave e ritengono che possa essere dimesso. Così succede: dopo diverse ore in pronto soccorso (i fatti accadono all’ora di pranzo) il piccolo viene rimandato a casa. E sta bene.
Rimane l’incubo di un pomeriggio trascorso a pensare al peggio.
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