Sicurezza
Visita (virtuale) al campo di sterminio di Auschwitz
STAZZEMA. Tre appuntamenti per il Parco nazionale della pace di Sant’Anna e il Comune di Stazzema nel Giorno della memoria. Quest’anno a causa dell’emergenza covid gli eventi si svolgeranno on line. Inoltre, non potendosi svolgere il consueto viaggio ad Auschwitz organizzato dal ministero per l’Istruzione, è stata predisposta una visita virtuale al campo di sterminio curata da Michele Andreola, guida ufficiale di Auschwitz Birkenau.
La visita virtuale si svolgerà oggi: mostrerà ai ragazzi dell’Istituto comprensivo Martiri di Sant’Anna di Stazzema i luoghi della sofferenza e dell’olocausto. La visita, di circa due ore, percorrerà le tappe dei luoghi del calvario dei deportati. L’arrivo al campo, la cernita, la separazione, la spogliazione delle vittime, i posti del lavoro forzato e le baracche fino a quelli della morte.
Doppio appuntamento invece domani: alle 10, 30 sulle pagine Facebook del Comune di Stazzema e del Parco Nazionale della pace la rappresentazione dei passaggi più significativi del libro “La tregua” di Primo Levi interpretati dall’attore Marco Brinzi. Il volume, scritto dopo “Se questo è un uomo” è dunque una sorta di diario che inizia proprio in quel freddo giorno d’inverno del 1945 quando i soldati dell’Armata Rossa entrarono nel lager nazista in cui erano state sterminate milioni di vittime innocenti e riuscirono a liberare i sopravvissuti; alle 12, sempre sulle pagine Facebook, Ottavia Piccolo legge per il Parco nazionale della pace l’intervento della senatrice a vita Liliana Segre al Parlamento Europeo in occasione del 75° anniversario della liberazione del campo di Auschwitz Birkenau cui è stato dato il titolo “Che la farfalla gialla voli”. La lettura è preceduta da una introduzione dell’ebraista e divulgatore Matteo Corradini.
«Abbiamo il dovere di testimoniare: Stazzema non dimentica mai – commentano il sindaco Maurizio Verona e l’assessore alla pubblica istruzione Margherita Minetti – l’Europa ha saputo risorgere dall’orrore della seconda guerra mondiale ma ha bisogno di questi momenti di riflessione comune. Oggi tornano i nazionalismi, cresce il numero di chi dice che tutto questo orrore non è mai stato, di chi rivaluta certi regimi: per questo oltre che ricordare serve un impegno, far conoscere i luoghi della sofferenza, parlare di ciò che è stato e punire chi nega».
Domani il Museo della Resistenza apre dalle 9 alle 17. —
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